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Serviranno 39 provvedimenti per attuare il decreto crescita

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di Andrea Marini e Marta Paris

Entrato il vigore il 1° maggio il decreto crescita inizia ora il suo iter parlamentare: assegnato alle commissioni riunite Bilancio e Finanze di Montecitorio, dovrà essere convertito in legge entro il 30 giugno. Eppure, nonostante «l’urgenza» delle misure previste, il testo, per rendere pienamente efficace il suo impianto, avrà bisogno del varo di 39 norme attuative, tra decreti ministeriali e altri atti a carico delle amministrazioni coinvolte nella gestione delle nuove misure. Uno stock pesante che di prassi è destinato ad aumentare durante il passaggio alle Camere.

Inizia intanto il conto alla rovescia per la messa a punto dei primi provvedimenti. Entro il 21 maggio dovrà vedere il via libera il decreto del ministero dello Sviluppo con l’assegnazione ai Comuni i 500 milioni in contributi per gli interventi di efficientamento energetico e sviluppo sostenibile. Pochi giorni dopo, il 31 maggio, la scadenza del decreto del presidente del consiglio che dovrà individuare le linee di attività del piano grandi investimenti nelle Zone economiche speciali a cui sono destinati 50 milioni nel 2019 (150 nel 2020 e 100 nel 2021). Sempre entro fine maggio è atteso il decreto Infrastrutture, di concerto con la Pa, con la definizione dei requisiti dei cento nuovi assunti da reclutare per accelerare i compiti dei provveditorati interregionali alle opere pubbliche del ministero stesso.

Ma anche il pacchetto di incentivi alle imprese avrà bisogno di un nutrito corredo di norme secondarie, tutte senza scadenza. E pure la mini-Ires per poter partire dovrà essere attuata.

I 39 provvedimenti attuativi del decreto crescita

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