L'esperto rispondeAdempimenti

Fattura per servizi extra Ue, così l’emissione e l’invio

di Simona Ficola

Contenuto esclusivo Norme & Tributi Plus

La domanda

In relazione agli acquisti di servizi extra Cee, fino al 31 dicembre 2021, il software della nostra azienda produceva un’autofattura cartacea per la contabilizzazione nel registro Iva acquisti e nel registro Iva vendite. L’autofattura era intestata all’azienda e riportava gli estremi della fattura ricevuta dal fornitore extra Cee. Dal 1° gennaio 2022 il software è stato modificato per poter generare i file da inviare all’agenzia delle Entrate. Il sistema produce in effetti tale file (in relazione al codice TD17 «integrazione/autofattura per acquisti servizi dall’estero») ma non genera più l’autofattura. Il commercialista e i responsabili del software ci hanno detto di integrare la fattura cartacea estera (come fatto per gli acquisti di beni intracomunitari) con l’indicazione dell’Iva, perché tanto «integrazione e autofattura sono la stessa cosa». È corretto?
G.A. – Bergamo

Nel caso in cui il prestatore non residente emetta una fattura per prestazioni di servizi al committente stabilito in Italia, indicando solo l’imponibile, ma non la relativa imposta in quanto l’operazione è imponibile in Italia, l’Iva deve essere assolta dal committente ai sensi dell’articolo 17, comma 2, del decreto Iva, Dpr 633/1972. Pertanto, il committente deve integrare il documento ricevuto (nel caso di servizi intra-Ue) o emettere un’autofattura (nel caso di servizi extra-Ue) per indicare ...