L'esperto rispondeImposte

Rientro dei cervelli, integrativa o istanza di rimborso per recuperare le imposte 2017-2021 versate in più

di Giuseppe Merlino

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La domanda

Un laureato in psicologia iscritto all’Aire (anagrafe italiana residenti all’estero) ha svolto alle dipendenze di un’associazione statunitense per diversi anni attività di consulenza in diversi paesi esteri; è rientrato in Italia nel 2017 e, a partire da tale anno d’imposta, è fiscalmenete residente in Italia, continuando a svolgere la stessa attività in remote working. Alla luce della risposta a interpello 186/2022, si ritiene che il soggetto in questione abbia diritto, in base all’articolo 16 del decreto legislativo 147/2015, alla riduzione dell’imponibile al 50% dal 2017 al 2021 e, di conseguenza, vorrebbe procedere alla presentazione di istanza di rimborso ex articolo 38, Dpr 602/1973, avendo a suo tempo presentato le dichiarazioni dei redditi per gli anni d’imposta dal 2017 al 2020, con tassazione al 100% nel quadro RC. Non si tratta infatti di un regime opzionale di tassazione, ma naturale. Non si ritiene opportuno inviare eventuali dichiarazioni integrative per il recupero del credito.
P. C. – La Spezia

Nel confermare la possibilità di beneficiare dell’agevolazione fiscale di cui all’articolo 16, comma 1, del decreto legislativo 147/2015 per i redditi di lavoro dipendente prodotti in Italia, in modalità “remote working”, a decorrere dal periodo d’imposta nel quale è stata trasferita la residenza fiscale in Italia e per i successivi quattro periodi di imposta, si segnala che l'agenzia delle Entrate ha già affrontato in passato (confronta, provvedimento n. 85330 del 20 aprile 2018) il problema del...