L’esonero contributivo di 3mila euro per gli autonomi iscritti all’Inps potrebbe spettare in misura inferiore. Due i motivi. Il primo è legato al superamento del tetto di spesa della norma (1,5 miliardi): in tal caso, l’Inps provvederà a ridurre l’agevolazione in proporzione alla platea dei richiedenti.
Il secondo motivo riguarda le rate sul cui l’agevolazione è applicabile. L’esonero si applica sui contributi calcolati sul minimale, di competenza del 2021 e scadenti nello stesso anno. Al momento, rispettano tali condizioni le prime rate, che per gli artigiani ammontano a 2.877 euro e per i commercianti a 2.888 euro. Per i commercianti non obbligati al pagamento del contributo sul minimale l’esonero potrà essere fatto valere sul primo e secondo acconto 2021, sempreché scadenti entro il 31 dicembre 2021. Per i professionisti iscritti alla Gestione separata Inps, privi di altra copertura previdenziale, l’esonero potrebbe essere fatto valere per intero, considerato che, dichiarando un reddito pari al minimale, la contribuzione dovuta a titolo di acconto risulterebbe pari a 4.144,59 euro.

