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Bolla doganale, Corte europea «morbida» sui requisiti formali

di Stefano Aldovisi

La domanda

Una Srl ha acquistato della merce da un Paese extra–Ue. Lo spedizioniere ha commesso un errore e la bolla doganale di import risulta intestata a un'altra Srl, che ha lo stesso nome ma altra sede e altro numero di partita Iva. Anche la fattura dello spedizioniere è stata emessa con l'intestazione sbagliata, seguendo quella della bolla doganale. Fatto presente l'errore, lo spedizioniere ha aperto la procedura di correzione presso la dogana, preannunciando che ci vorranno dai due ai tre anni per ottenere il documento corretto. La Srl, che ha ovviamente anticipato l'Iva di importazione, come deve comportarsi con i documenti in suo possesso? Può comunque registrarli avendo documentazione che comprova l'errore a lei non imputabile? O finché non avrà la documentazione corretta, non potrà registrare la bolletta doganale e conseguentemente detrarsi l'Iva pagata?P.M. - VARESE

La prassi dell'amministrazione finanziaria, e talvolta anche della giurisprudenza nazionale, sono piuttosto rigide circa la possibilità di poter detrarre l'Iva in un'operazione d'acquisto, in presenza di irregolarità formali.
Fa però da contraltare la giurisprudenza della Corte di giustizia europea, di cui si può richiamare la sentenza relativa alla causa C–284/11 (“Ems”), al cui punto 71 è stabilito che: «In linea di principio la detrazione dell'Iva a monte dev'essere accordata se i requisiti sostanziali...