Controlli e liti

Cartelle, la notifica via Pec è valida

di Francesco Falcone

La notifica di una cartella di pagamento tramite Pec è valida in quanto la riconducibilità del documento al mittente è comprovata oltre che dagli elementi propri dell’atto, presenti sia nella copia analogica che in quella informatica, anche dai dati di certificazione contenuti, con caratteri immodificabili, nelle buste di trasporto e nelle varie ricevute emesse e firmate dallo stesso gestore, nonché dal dominio di posta elettronica dal quale il messaggio è stato inviato. A precisarlo è la Ctp di Bologna con la sentenza 985/05/2017 .

Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento notificata a mezzo Pec dall’agente della riscossione e relativa a una liquidazione ex articolo 36-bis eccependone preliminarmente l’inesistenza per mancanza dei requisiti relativi alla notifica a mezzo posta elettronica certificata. In particolare ha eccepito l’assenza di un identificativo univoco che permetta il riconoscimento all’interno del sistema di conservazione del mittente; l’assenza dell’insieme minimo dei metadati e l’assenza di firma digitale del mittente che permetta di ricondurre la paternità della copia all’agente della riscossione e trasferisca alla copia stessa lo stesso valore di originale.

La Ctp di Bologna ha rigettato il ricorso, ma soprattutto ha rigettato questa eccezione preliminare. In particolare per il giudici emiliani le notifiche delle cartelle di pagamento a mezzo Pec, previste per professionisti e imprese a partire dal 1° giugno 2016, si perfezionano quando l’email certificata giunge nella disponibilità informatica del ricevente e per il mittente nel momento in cui gli perviene la ricevuta di avvenuta consegna. Tale trasmissione risulta equiparata a una raccomandata con avviso di ricevimento e la cartella allegata alla email di trasmissione altro non è che il documento cartaceo di stampa del ruolo di cui l’agente della riscossione conserva la matrice e la ricevuta di spedizione e consegna.

L’iter di trasmissione di una email e relativi allegati a mezzo Pec è rigidamente codificato e immune da rischi di modificabilità degli atti ivi allegati. L’avvenuta consegna di un documento, attraverso la ricezione della ricevuta da parte del mittente, garantisce il buon esito della consegna all’indirizzo dichiarato dal destinatario e a certificarne il momento dell’avvenuta consegna. La ricevuta di avvenuta consegna è sottoscritta dal gestore del destinatario con una firma elettronica avanzata, generata automaticamente dal sistema di posta elettronica e basata su chiavi asimmetriche a coppia in modo da rendere manifesta la provenienza della ricevuta stessa nonché di assicurarne la integrità ed autenticità.

Infine, per la Ctp di Bologna, l’atto ha raggiunto il suo scopo e prova ne è che il contribuente è stato posto in grado di impugnare l’atto, eccependo un presunto vizio di nullità.

L’interpretazione fornita dalla Ctp di Bologna legittima, in questo modo, la notifica della cartella fatta da un soggetto rimasto sconosciuto in quanto non firmata digitalmente e perché inviata da un indirizzo Pec impersonale non riconducibile a una persona fisica, sebbene il comma 1 dell’articolo 26 del Dpr 602/1973 richieda che la notifica della cartella venga effettuata dagli ufficiali della riscossione o da altri soggetti abilitati dal concessionario.

Ctp Bologna, sentenza 985/05/2017

Per saperne di piùRiproduzione riservata ©

Newsletter

Ogni mattina l'aggiornamento sulle ultime novità dalla redazione di Norme e Tributi. Uno strumento gratuito e indispensabile per la professione.

Community

Il punto di incontro tra professionisti, esperti fiscali e la redazione di Norme e Tributi, sugli argomenti di maggiore attualità.