Controlli e liti

Contenzioso, forma scritta per troppe udienze

Gli effetti della proroga dello stato di emergenza nel processo tributario

di Antonio Iorio

Udienze tributarie scritte fino al 30 aprile. È l’effetto della proroga dello stato di emergenza. L’articolo 27 del Dl 137/2020 aveva infatti previsto - fino alla fine dello stato emergenziale - una serie di misure per evitare la presenza fisica delle parti anche nelle aule delle commissioni tributarie. In assenza delle necessarie dotazioni informatiche, le commissioni possono però disporre udienze con trattazione scritta, senza cioè la presenza delle parti.
Si sperava che tale situazione finisse presto, visti gli evidenti problemi che possono derivare dall’assenza di un contraddittorio verbale. Infatti, sebbene nel processo tributario la pubblica udienza sia talvolta una formalità (si tratta di un processo basato cioè sugli atti), viene consentito comunque alle parti di spiegare “a voce” la propria posizione. Così, in assenza di un’attenta lettura da parte del collegio di tutti gli atti processuali o di qualche passaggio mal illustrato per iscritto dalle parti, la possibilità di evidenziare oralmente le proprie ragioni, conferiva comunque più serenità.
Il problema è che - nonostante l’articolo 27 preveda le udienze da remoto in via ordinaria e sia stato emanato ormai da vari mesi il decreto del Dg Finanze sulle modalità tecniche di svolgimento delle udienze online - ancora molte commissioni continuano a svolgere solo udienze scritte.

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