Adempimenti

Cooperative compliance, adesioni a quota 221: imponibile monitorato per 49 miliardi

Via libera 78 nuovi ingressi lo scorso anno. Con il correttivo Irpef Ires possibile presentare la certificazione del rischio fiscale entro il 30 settembre 2026

di Giovanni Parente

Lo sprint di fine anno fa crescere le adesioni alla cooperative compliance. Grazie anche alla norma che ha sbloccato la possibilità di accesso inserita nel decreto correttivo Irpef Ires (Dlgs 192/2025), toccano quota 221 le imprese che sono ammesse al regime di adempimento collaborativo. A diffondere l’aggiornamento è stata l’agenzia delle Entrate, che ha fortemente investito sotto la direzione di Vincenzo Carbone sulla sensibilizzazione dei vantaggi del regime destinato ad accompagnare le imprese nella gestione degli adempimenti fiscali anche attraverso i roadshow svolti su tutto il territorio nazionale. In particolare sono 78 le nuove imprese ammesse al regime di adempimento collaborativo nel 2025, portando così il numero da 143 appunto a 221.

I requisiti di ingresso

Per quanto riguarda la “provenienza” degli ammessi il 19,5% è rappresentato da accessi in virtù dei limiti di fatturato, il 14% è relativo al gruppo civilistico, il 36,2% arriva tramite gruppo Iva, il 16,3% dall’interpello nuovi investimenti e il 14% dal progetto pilota.

Certificazione entro il 30 settembre 2026

Come sottolinea l’Agenzia, tra i nuovi ingressi «ci sono importanti realtà del panorama economico nazionale - operanti nei settori finanziario, farmaceutico, automobilistico, energetico, eccetera - che a fine dicembre, a seguito dell’approvazione del decreto correttivo Irpef Ires (Dlgs n. 192/2025, pubblicato nella «Gazzetta Ufficiale» del 19 dicembre 2025), hanno ricevuto il via libera dalle Entrate». Si tratta di imprese che avevano presentato istanza nel 2024, in possesso di tutti i requisiti oggettivi e soggettivi e che, grazie alle nuove regole, potranno presentare la certificazione del rischio fiscale entro il 30 settembre 2026.

Gli aderenti valgono 49 miliardi di imponibile

Con i 78 nuovi ingressi sale a quota 49 miliardi l’imponibile riconducibile a tutte le società e che aderiscono al regime. Come ricordano dalle Entrate, la cooperative compliance istituita nel 2015 ha fatto registrare un interesse via via crescente: in particolare, la serie storica mostra che gli ingressi sono quadruplicati negli ultimi 3 anni: dalle 19 ammissioni registrate nel 2023 si è passati infatti a 31 nel 2024 e a 78 nell’anno appena trascorso. Fra gli aderenti, ci sono alcune delle realtà economiche più importanti a livello nazionale (comparto alimentare, automobilistico, della moda, settore energetico, public utilities, trasporti eccetera).

Platea potenziale di 11mila imprese con la riduzione delle soglie

Il regime punta a promuovere un nuovo modello di cooperazione trasparente e preventiva tra fisco e contribuenti. Rivolto alle imprese dotate di un sistema strutturato di gestione e controllo del rischio fiscale, prevede un dialogo costante finalizzato a individuare e risolvere in anticipo le potenziali situazioni di rischio, contribuendo così a rafforzare la certezza del diritto e l’affidabilità del sistema tributario. La soglia dimensionale per l’accesso è stata negli anni progressivamente ridotta fino a includere, dal 2026, i soggetti con volume d’affari di almeno 500 milioni di euro e di almeno 100 milioni di euro a partire dal 2028. Con questa ulteriore riduzione la platea potenziale sarà di oltre 11mila aziende a livello nazionale.

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