Adempimenti

Cooperative compliance, nuove linee guida sul rischio fiscale: focus anche sulle stock option

Provvedimento Entrate con due nuovi documenti frutto del tavolo tecnico sviluppato con l’Oic

di Giovanni Parente

Due nuovi tasselli per la cooperative compliance, dedicati rispettivamente al trattamento contabile e fiscale delle stock option per chi adotta i principi contabili nazionali e alla possibilità di retrodatare una business combination under common control in ambito Ifrs (i principi contabili internazionali). Con il provvedimento 33973/2026 firmato dal direttore delle Entrate Vincenzo Carbone arriva un’integrazione delle linee guida destinate alle imprese che aderiscono alla cooperative compliance giunte a quota 221 al termine dello scorso anno (si veda l’articolo «Cooperative compliance, adesioni a quota 221: imponibile monitorato per 49 miliardi»). Il lavoro è frutto del tavolo tecnico promosso dalle Entrate e dall’Organismo italiano di contabilità (Oic).

Il trattamento contabile e fiscale di stock option e stock grant

Come spiegano in comunicato congiunto Entrate e Oic, i documenti approvati con il provvedimento forniscono indicazioni operative su due casistiche specifiche: la possibilità di retrodatare una business combination under common control in ambito Ifrs; il trattamento contabile e fiscale dei piani di stock option/grant da parte dei soggetti che applicano i principi contabili nazionali. Come ricorda la nota «nell’ambito della collaborazione tra l’Oic e l’agenzia delle Entrate, la prima è responsabile unicamente per la parte contabile delle schede, mentre l’Agenzia ne cura gli aspetti fiscali».

L’obiettivo delle linee guida

Le linee guida sono indirizzate alle imprese che vogliono aderire all’adempimento collaborativo e che, di conseguenza, necessitano di una certificazione del sistema di controllo del rischio fiscale. Come annunciato dal direttore dell’Agenzia Vincenzo Carbone è in arrivo anche il provvedimento che consentirà alle Pmi di accedere in via opzionale alla cooperative compliance e che attualmente si trovano al di sotto della soglia di volume d’affari: soglia scesa a 500 milioni dal 2026 e destinata ulteriormente a ridursi a 100 milioni di euro dal 2028.

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