Dichiarazione Iva e certificazione unica, software in aggiornamento dopo la pubblicazione dei modelli 2026
Le procedure devono essere accuratamente verificate e collaudate prima del rilascio definitivo, per evitare malfunzionamenti (le cosiddette «regressioni») su funzionalità anche non direttamente modificate
Con due diversi provvedimenti delle Entrate, datati entrambi 15 gennaio 2026 (rispettivamente n. 51732/2026 e n. 15707/2026), sono stati approvati:
- il modello di dichiarazione Iva 2026, concernente l’anno d’imposta 2025, con le relative istruzioni (si veda l’articolo «Nel modello 2026 l’Iva dal committente per trasporto e logistica»);
- il modello di certificazione unica (Cu) 2026, relativo all’anno 2025, unitamente alle istruzioni per la compilazione, nonché il frontespizio per la trasmissione telematica e il quadro Ct con le relative istruzioni (si veda l’articolo «Dal cuneo fiscale alle detrazioni, il modello Cu 2026 recepisce le novità della manovra»).
Le software house associate ad AssoSoftware attendevano la loro pubblicazione per poter rilasciare le procedure con il necessario anticipo e consentire ai propri clienti di disporre di più tempo per espletare i relativi adempimenti fiscali.
La dichiarazione Iva
In particolare, per quanto riguarda il modello Iva 2026, questo può essere presentato già a partire dal 1° febbraio 2026 (che però quest’anno cade di domenica), per poter fruire:
- della possibilità di utilizzare in compensazione l’eventuale credito sul modello F24 già a partire dalla scadenza del 16 febbraio 2026, stante che l’utilizzo in compensazione del credito Iva annuale in misura superiore a 5mila euro, sempre subordinatamente all’apposizione del visto di conformità o in alternativa la sottoscrizione da parte dell’organo di controllo, può essere effettuato solo a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione da cui emerge;
- di una più rapida erogazione dei rimborsi, in ossequio alle disposizioni contenute nell’articolo 38-bis, comma 1, del Dpr 633/1972.
La scadenza ultima di presentazione del modello Iva 2026 è giovedì 30 aprile 2026.
La certificazione unica
Per quanto riguarda il modello Cu 2026 va ricordato che l’articolo 4 del Dlgs 81/2025 ha stabilito da quest’anno tre nuovi termini per l’invio telematico.
In particolare il sostituto d’imposta entro il 16 marzo dovrà trasmettere le certificazioni relative:
- ai redditi di lavoro dipendente e assimilati;
- ai redditi di lavoro autonomo non esercitato abitualmente;
- ai redditi diversi;
- ai redditi per locazioni brevi.
Dovrà invece trasmettere entro il nuovo termine del 30 aprile le certificazioni relative:
- ai redditi di lavoro autonomo rientranti nell’esercizio di arte o professione abituale;
- alle provvigioni per le prestazioni non occasionali inerenti a rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procacciamento di affari.
Entro il termine del 31 ottobre dovrà infine trasmettere le certificazioni relative:
- ai redditi esenti;
- ai redditi non dichiarabili mediante la dichiarazione precompilata.
La nuova annualità
A livello software entrambi i modelli richiedono l’apertura della nuova annualità 2026, in quanto si tratta delle prime due dichiarazioni dell’anno i cui dati si riferiscono all’anno fiscale 2025.
Di regola l’apertura di una nuova annualità comporta la creazione di un’apposita «area dedicata», in cui vengono posizionati sia i programmi che gli archivi della nuova annualità. I principali software gestionali in ambito fiscale, infatti, consentono di operare sia sulle dichiarazioni dell’anno in corso che su quelle delle annualità precedenti.
La predisposizione della nuova annualità è un’attività prettamente tecnica, il cui valore non è immediatamente percepibile dall’utente finale, ma che presenta quasi sempre un’elevata complessità. I programmi delle diverse annualità, infatti, devono continuare a funzionare correttamente e a dialogare tra loro.
I dati da riportare da un’annualità all’altra sono spesso numerosi, soprattutto per le dichiarazioni dei redditi. Per questo motivo le procedure devono essere accuratamente verificate e collaudate prima del rilascio definitivo, al fine di evitare l’introduzione di malfunzionamenti (le cosiddette «regressioni») su funzionalità che, pur non essendo state direttamente modificate, potrebbero risentire degli interventi necessari all’introduzione della nuova annualità.
Ricordiamo infine che le software house sono inoltre impegnate, grazie alla pubblicazione anticipata sul sito delle Entrate in data 19 dicembre 2025 delle prime bozze dei modelli Redditi 2026, nell’analisi dei nuovi modelli dichiarativi e della recente produzione normativa, con particolare riferimento alla legge di Bilancio 2026 (legge 199/2025).
Dunque, un inizio anno impegnativo per le software house, cui seguirà l’impegno degli operatori che potranno espletare gli adempimenti di legge grazie anche all’utilizzo del proprio gestionale, costantemente aggiornato.







