Professione

I giudici tributari chiamati a scegliere tra un aumento di 80 euro e il portatile

di Federica Micardi

I giudici tributari saranno chiamati a decidere se accettare l'aumento di 80 euro lordi al mese o se, in alternativa, scegliere di ricevere – e quindi di non dover acquistare - la strumentazione necessaria per l'avvio del processo tributario telematico previsto per luglio.
È quanto è stato deciso ieri durante una riunione tecnica presso il ministero dell'Economia a cui era presente anche il presidente dell'Associazione magistrati tributari Daniela Gobbi. «Abbiamo ottenuto la possibilità di trasformare il bonus di 80 euro lordi, e quindi poco più di 40 euro netti al mese, per ottenere un computer portatile di ultima generazione e di minimo 15 pollici, e un servizio di assistenza» racconta Daniela Gobbi che aggiunge «faremo partire immediatamente un sondaggio per verificare le intenzioni della categoria». I tempi sono infatti molto ristretti, dato che il 1° luglio partirà il processo tributario telematico.
Buone notizie arrivano anche sul compenso dei magistrati, che seppure opteranno per il pc avranno comunque un aumento: «il contributo unificato - anticipa Daniela Gobbi - non sarà più distribuito sulla base dello smaltimento degli arretrati, ma sarà diviso tra tutti i giudici tributari». Viene così messa la parola fine a un sistema che secondo la stessa Gobbi applicava un “erroneo concetto di virtuosità”. Questo perché parte del contributo unificato veniva distribuito tra i tribunali tributari che da un anno con l'altro avevano diminuito l'arretrato. “In pratica – spiega Gobbi – chi non aveva sentenze arretrate era escluso da questo bonus”, alla faccia della premialità. Ma non è tutto il sistema per verificare chi avesse diritto a questo quantum in più era piuttosto complesso e articolato e – aggiunge Gobbi – «non privo di errori». Insomma d'ora in poi il contributo unificato andrà a foraggiare lo “scarno” stipendio di tutti i magistrati tributari che prevede un fisso di 300 euro al mese e la retribuzione “variabile” è pari a 20-25 euro per ogni sentenza a prescindere dalla sua complessità.

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