Il costo ammortizzato penalizza super e iperammortamento
Il costo ammortizzato penalizza super e iper ammortamento. Negli investimenti con pagamento dilazionato al fornitore, lo scorporo degli interessi passivi impliciti richiesto dal nuovo criterio contabile per la valutazione dei debiti e dei crediti, riduce l’importo su cui si calcola l’agevolazione. Da valutare anche l’impatto sul Rol e sul calcolo dell’Irap.
Costo ammortizzato e bilancio 2016
Tra le novità applicabili nella redazione del bilancio 2016, assume particolare rilevanza il criterio del «costo ammortizzato con attualizzazione», per la valutazione dei crediti e dei debiti.
Il nuovo metodo (facoltativo per le società con bilancio abbreviato e applicabile alle poste con scadenza superiore a 12 mesi) prevede, in buona sostanza, la necessità di aggiungere al valore del credito (o sottrarre dal valore del debito) gli eventuali costi di transazione, “ammortizzando” il relativo importo mediante rettifica degli interessi attivi (crediti) o integrazione degli interessi passivi (debiti).
Questo “ammortamento” riallinea, a scadenza, il costo ammortizzato del credito o del debito al valore che verrà rispettivamente incassato o pagato. Il criterio richiede poi di scorporare la componente finanziaria implicita dal valore nominale dei crediti e dei debiti, laddove non siano previsti interessi o qualora il tasso contrattuale sia significativamente differente da quello di mercato; per i crediti e debiti commerciali, questo scorporo impatta sul ricavo e sul costo sottostante, che vengono conseguentemente iscritti a conto economico per un importo inferiore al valore fatturato.
Iper ammortamento penalizzato
La conseguente “trasformazione” di proventi e oneri ordinari in interessi attivi e passivi genera, a seguito del principio di derivazione rafforzata introdotto dall’articolo 13-bis del Dl 244/16, importanti ricadute in materia di reddito di impresa, sia in termini di qualificazione del componente reddituale, sia in termini di imputazione a periodo. Se il debito oltre 12 mesi è relativo alla effettuazione di un investimento, lo scorporo degli oneri di transazione e l’attualizzazione riducono il costo ammortizzabile e tale riduzione ha effetto anche fiscale (articolo 110 del Tuir) come fu precisato dalla circolare 7/E/2011 per l’analoga disciplina dei soggetti Ias adopter.
La diminuzione della base di calcolo degli ammortamenti impatta sull’agevolazione super e iper ammortamento, che viene conseguentemente penalizzata. Ipotizzando un investimento in un macchinario iper-ammortizzabile per un milione di euro, con pagamento al fornitore a 48 mesi infruttifero, lo scorporo di interessi passivi dal debito, pari (ad esempio) a 80.000 euro, comporterà la rilevazione di un costo ammortizzabile ridotto a 920.000 euro, importo su cui si stanzieranno gli ammortamenti contabili e fiscali. La ulteriore deduzione per iper ammortamento scenderà così da 1.500.000 (150% di 1.000.000) a 1.380.000 (150% di 920.000). Un analogo impatto si avrà sulla soglia di deducibilità delle manutenzioni che sarà pari al 5% di 920.000.
Cresce il tributo regionale
Anche ai fini dell’Irap, lo scorporo di interessi passivi da costi d’esercizio o ammortizzabili ha un effetto negativo. L’importo degli interessi impliciti (nell’esempio, 80.000), che scende nell’area finanziaria del conto economico, sarà infatti indeducibile dal tributo regionale. Nessuna conseguenza si avrà invece per la disciplina del Rol. Gli interessi scorporati dal costo, essendo relativi a debiti commerciali, saranno interamente deducibili senza dover essere confrontati con la soglia di deducibilità; quest’ultima, in presenza di investimenti, rimarrà invariata (non essendo influenzata dai minori ammortamenti). Se il debito commerciale valutato con il nuovo criterio riguarda invece un costo d’esercizio, la “trasformazione” di una parte di esso in interessi (come detto, interamente deducibili) finirà per incrementare il Rol migliorando la posizione del contribuente.