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Il dipendente che vende l’App non deve aprire la partita Iva se i proventi sono contenuti

di Giorgio Confente

La domanda

Sono un appassionato di informatica ma non ci lavoro, perché sono un dipendente a tempo indeterminato in altro settore. Per hobby sto realizzando un’applicazione per cellulari, che mi piacerebbe vendere su Google Play. La versione più estesa prevederebbe la vendita anche di un gadget che si collega e interagisce con questa. Questo gadget verrebbe da me acquistato e rivenduto a chi scarica l’applicazione. Mi chiedevo se nella fase iniziale fosse necessario già aprire la partita Iva o se gli eventuali proventi derivanti dalla vendita dell'applicazione e del gadget - di certo inferiori a 5mila euro - si potessero dichiarare nel 730 annuale come altri redditi occasionali.

Si ritiene che, almeno nella fase iniziale, non sia necessario aprire una partita partita Iva. Infatti, l’entità ridotta dei proventi previsti e, soprattutto, la circostanza che il lettore abbia un impiego a tempo pieno come dipendente inducono a ritenere che l’attività descritta si qualifichi come occasionale, non sussistendo pertanto uno dei requisiti previsti per lo svolgimento dell’attività d’impresa e/o della professione, rispettivamente previsti dagli articoli 4 e 5 del Dpr 633/72.

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