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La detrazione per la casa da convivente non preclude la detrazione da proprietario

di Marco Zandonà

La domanda

Volevo sapere, dopo il riconoscimento delle detrazioni Irpef (ristrutturazione) con la legge 76/2016 (cosiddetta legge Cirinnà) anche in capo al convivente more uxorio non proprietario dell’immobile, qual è il trattamento fiscale consentito (da 01/01/2016) in capo al medesimo convivente, che sostiene ulteriori spese (sempre nell’ambito della ristrutturazione edilizia) anche sull’immobile di proprietà (considerata seconda casa, non di residenza e non di convivenza). È consentita la detrazione Irpef per le spese sostenute (50% in dieci quote annuali) su entrambi gli immobili (siti in Comuni diversi)?
Ad ogni buon conto si riferisce che il convivente more uxorio sostiene le spese di recupero del patrimonio edilizio, nel rispetto delle condizioni previste dall’articolo 16-bis del Tuir; lo «status di convivenza» sussiste già, antecedentemente alla data di inizio dei lavori.

La risposta è affermativa. Nel caso di specie si cumula la detrazione ottenuta come convivente more uxorio con quella per le spese di ristrutturazione riferite ad altra abitazione di proprietà. La convivenza, anche in assenza di matrimonio, consente comunque di poter fruire della detrazione del 50 per cento. In particolare, la circolare 7/E del 2017 ha precisato che in assenza di matrimonio la convivenza di fatto ai sensi della legge Cirinnà (76/2016), è quella risultante dai registri anagrafici (...