Agevolazioni
Settori agricolo e agroalimentare: risorse per il sostegno e la valorizzazione
Mediante una modifica apportata al Dm 4 agosto 2023 – concernente misure volte alla concessione di contributi per le iniziative di rilievo locale, regionale o interregionale rivolte ad azioni di valorizzazione nel settore agricolo e agroalimentare – vengono incrementate le risorse disponibili.
In particolare, le disponibilità finanziarie per l'esercizio 2025 passano da 2 milioni a 4 milioni di euro.
Si ricorda che le suddette iniziative – dirette a migliorare la conoscenza, favorire la divulgazione, garantire la salvaguardia e sostenere lo sviluppo del patrimonio agroalimentare, ittico e forestale italiano – devono essere rivolte alla valorizzazione di:
- produzioni agroalimentari e vitivinicole di qualità certificata ai sensi del regolamento Ue 21 novembre 2012, n. 1151/2012 e del regolamento Ue 30 maggio 2018, n. 2018/848;
- produzioni agricole e agroalimentari;
- produzioni iscritte nel registro dei prodotti agricoli tradizionali, ai sensi dalla legge 12 dicembre 2016, n. 238;
- patrimonio forestale italiano;
- prodotti della pesca e dell'acquacoltura;
- territori e comunità rurali.
I soggetti beneficiari (enti pubblici singoli e associati, associazioni, comitati organizzatori, costituiti in forma scritta anche non pubblica, cooperative sociali) devono avere sede in Italia e non avere scopo di lucro. Sono escluse le persone fisiche, le società di persone o di capitali, in qualunque forma costituite.
Agevolazioni
Alloggi destinati ai lavoratori del settore del turismo: decreto attuativo
Il decreto, emanato in attuazione dell'articolo 14, Dl 95/2025, al fine di garantire alloggi ai lavoratori impiegati nel settore del turismo, individua le tipologie di costo, le specifiche categorie dei soggetti beneficiari e le modalità di erogazione dei contributi.
Si ricorda che il Dl citato ha disposto l'erogazione di contributi volti a sostenere investimenti per la creazione ovvero la riqualificazione e l'ammodernamento degli alloggi destinati ai lavoratori che operano nel comparto turismo, nonché per l'erogazione di contributi volti a sostenere i costi per l'affitto degli stessi alloggi. L'iniziativa nasce, in accordo con gli obiettivi del Pnrr e le politiche nazionali di riduzione dell'impatto ambientale, con la finalità di promuovere la transizione ecologica del settore turistico (sostenendo interventi che riducano i consumi energetici e le emissioni) e di sostenere la competitività delle imprese attraverso investimenti mirati in efficienza energetica, sostenibilità ambientale e digitalizzazione dei servizi.
Sono previste due tipologie di contributi, legati alla tipologia di costi sostenuti:
1) contributi destinati agli investimenti strutturali. Con riferimento ai contributi in conto capitale, possono presentare proposte di investimento gli operatori che esercitino attività d'impresa nel settore turistico identificati dai codici Ateco, di cui alla tabella riportata nel decreto in esame, e che soddisfino precisi requisiti. La partecipazione è aperta anche a società inattive purché dimostrino di aver iniziato le opere necessarie all'avvio dell'attività successivamente alla presentazione della domanda e comunque prima della concessione del beneficio. Tra i soggetti beneficiari figurano: alberghi e hotel di ogni categoria; agriturismi; campeggi e villaggi turistici; ostelli e rifugi alpini; stabilimenti balneari; imprese del settore turistico, ricreativo, fieristico e congressuale.
Rientrano tra le spese ammissibili quelle per i seguenti interventi: riqualificazione energetica, comprensiva di interventi di isolamento termico, installazione di impianti fotovoltaici, sostituzione di infissi e miglioramento delle prestazioni energetiche complessive degli edifici; efficientamento idrico, volto a ridurre gli sprechi e a favorire il riuso delle acque reflue; eliminazione delle barriere architettoniche, per garantire la piena accessibilità e inclusione; digitalizzazione dei servizi, con l'introduzione di tecnologie per la gestione intelligente delle risorse e delle prenotazioni; formazione del personale, orientata allo sviluppo di competenze in materia di sostenibilità, accoglienza e innovazione; acquisto di beni strumentali e attrezzature, indispensabili per l'adeguamento delle strutture ai nuovi standard di efficienza e sicurezza. Sono, altresì, ammissibili i progetti volti alla riqualificazione, all'ammodernamento o al completamento, anche sotto il profilo dell'efficientamento energetico e della sostenibilità ambientale, degli immobili destinati alla creazione di alloggi da concedere a condizioni agevolate ai lavoratori impiegati nel comparto turistico-ricettivo, inclusi quelli impiegati presso gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande. I progetti devono garantire la disponibilità di almeno 10 posti letto per singolo intervento e devono essere assegnati ai dipendenti impiegati presso l'impresa turistico-ricettiva o gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande.
I soggetti ammessi devono disporre dell'immobile oggetto del contributo in conto capitale, previsto dal decreto, anche attraverso contratto di locazione e con espresso consenso da parte del proprietario. L'immobile oggetto dell'intervento dev'essere destinato, per un periodo non inferiore a 9 anni successivi al completamento dell'investimento, ad esclusivo favore dei dipendenti impiegati presso le strutture turistico-ricettive, inclusi quelli impiegati presso gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, e il canone di locazione applicato ai dipendenti dev'essere inferiore di almeno il 30% rispetto al valore medio di mercato riferito all'ambito territoriale. Tra gli ulteriori requisiti richiesti si ricorda la sede legale e operativa in Italia, la regolarità contributiva, fiscale, ambientale e antimafia e l'assenza di procedure concorsuali.
I contributi in conto capitale sono erogati tramite procedura valutativa a graduatoria a seguito di avviso pubblico. Le modalità di presentazione delle domande saranno definite dal ministero con successivo avviso, nel quale saranno, altresì, fornite eventuali ulteriori specificazioni per la corretta attuazione dell'intervento, indicate la natura e le caratteristiche dei documenti necessari;
2) contributi per spese correnti. Con riferimento ai contributi volti a sostenere i costi per la locazione degli alloggi destinati ai lavoratori nel turismo, tali agevolazioni possono riguardare sia un'unica unità immobiliare sia diverse unità immobiliari, purché insistenti nella stessa Provincia della struttura turistico-ricettiva a cui gli alloggi sono asserviti o, comunque, nel raggio di 40 km.
Gli immobili devono essere nella disponibilità del soggetto beneficiario, in forza di un titolo di proprietà o di un contratto di locazione registrato, il cui uso è destinato per l'alloggio di lavoratori del comparto turistico-ricettivo, inclusi quelli impiegati presso gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande. Possono essere oggetto di contributo unità immobiliari per la sistemazione alloggiativa dei lavoratori, che siano funzionali entro 24 mesi dalla presentazione della domanda.
Per i canoni di locazione si applica un contributo diretto alla spesa dei canoni di locazione annuali da sostenere per almeno 5 anni e fino a un massimo di 10 anni, con il limite massimo del contributo di 3.000 euro annui per posto letto.
Agevolazioni
Formazione giovani agricoltori: misura del credito d'imposta
È stata determinata, rapportando le risorse disponibili con le domande presentate, la percentuale del credito d'imposta fruibile per le spese sostenute per la partecipazione a corsi di formazione attinenti alla gestione dell'azienda agricola previsto dall'articolo 6, comma 1, legge 36/2024.
Si tratta del bonus per spese sostenute nel 2024 dai giovani imprenditori agricoli di età compresa tra i 18 e i 41 anni (Dm Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste 1° aprile 2025). Il credito d'imposta spetta nella misura dell'80% delle spese effettivamente sostenute nell'anno 2024 per corsi di formazione, purché idoneamente documentate. Il tetto massimo riconosciuto per ciascun richiedente è di 2.500 euro.
La percentuale spettante è stata fissata al 100% dell'importo del credito richiesto nella domanda, validamente presentata dal 25 agosto al 24 settembre 2025.
Ciascun beneficiario potrà visualizzare nel proprio Cassetto fiscale l'ammontare del credito d'imposta fruibile esclusivamente in compensazione (per il codice tributo da utilizzare si veda la risoluzione agenzia delle Entrate 7 ottobre 2025, n. 54/E) dal terzo giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del provvedimento in esame, previa ricezione della seconda ricevuta di riconoscimento del credito, e comunque non prima della data di conclusione del corso di formazione.
Accertamento delle imposte
Adempimento spontaneo: anomalie tra dichiarazione Iva 2024 e operazioni Iva trasmesse
In attuazione dell'articolo 1, commi 634-636, legge 190/2014 l'agenzia delle Entrate promuove l'adempimento spontaneo dei contribuenti mediante segnalazione di talune anomalie commesse nelle dichiarazioni fiscali. I titolari di partita Iva sono i destinatari delle comunicazioni che l'Amministrazione finanziaria sta inviando, al fine di comunicare le differenze che emergono tra i dati della dichiarazione Iva 2024, relativa al periodo d'imposta 2023, e l'importo delle operazioni Iva trasmesse telematicamente dal Sistema di Interscambio (fatture e corrispettivi).
I medesimi elementi ed informazioni sono messi a disposizione della Guardia di finanza.
I contribuenti potranno porre rimedio agli eventuali errori od omissioni, mediante l'istituto del ravvedimento operoso, a prescindere dalla circostanza che la violazione sia stata già constatata ovvero che siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di controllo, di cui i soggetti interessati abbiano avuto formale conoscenza, salvo la notifica di un atto di liquidazione, di irrogazione delle sanzioni o, in generale, di accertamento, nonché il ricevimento di comunicazioni di irregolarità di cui agli articoli 36-bis, Dpr 600/1973 e 54-bis, Dpr 633/1972 e degli esiti del controllo formale di cui all'articolo 36-ter, Dpr 600/1973.
Infine, i contribuenti possono richiedere informazioni o comunicare all'agenzia delle Entrate eventuali elementi, fatti e circostanze dalla stessa non conosciuti.
Mercato del lavoro
Retribuzione dei lavoratori e contrattazione collettiva: legge delega
La legge, in vigore dal 18 ottobre 2025, contiene deleghe al Governo in materia di retribuzione dei lavoratori e contrattazione collettiva, nonché di procedure di controllo e informazione, al fine di rafforzare la contrattazione collettiva e contrastare il lavoro sottopagato e il «dumping contrattuale».
Nello specifico, entro 6 mesi dall'entrata in vigore della legge, dovranno essere emanati decreti legislativi con l'obiettivo principale di garantire ai lavoratori una retribuzione proporzionata e sufficiente, in linea con l'articolo 36 della Costituzione.
Tra le direttive fissate segnaliamo le seguenti:
- verranno definiti i Contratti collettivi nazionali di lavoro (Ccnl) maggiormente applicati (in base al numero di imprese e dipendenti) affinché il loro trattamento economico complessivo minimo (viene meno il compenso minimo di 9 euro all'ora) diventi la condizione economica minima da riconoscere ai lavoratori della medesima categoria. Inoltre, i trattamenti economici complessivi minimi dei Ccnl maggiormente applicati saranno estesi ai lavoratori non coperti da contrattazione collettiva, applicando il Ccnl della categoria più affine;
- negli appalti di servizi, le società appaltatrici e subappaltatrici saranno obbligate a riconoscere trattamenti economici minimi non inferiori a quelli previsti dai Ccnl maggiormente applicati nel settore dell'appalto;
- verranno previsti strumenti per sostenere il rinnovo dei Ccnl e, in caso di contratti scaduti o settori non coperti, vi sarà un intervento diretto del ministero del Lavoro concernente i trattamenti economici minimi complessivi;
- il Codice del Ccnl dovrà essere indicato nelle comunicazioni all'Inps (flusso Uniemens) e nelle buste paga, anche per il riconoscimento di agevolazioni;
- verranno introdotte forme di rendicontazione e monitoraggio semestrali sulle misure di contrasto ai fenomeni distorsivi del mercato del lavoro;
- dovranno essere adottati strumenti per contrastare i fenomeni di concorrenza sleale attuati mediante la proliferazione di sistemi contrattuali finalizzati alla riduzione del costo del lavoro e delle tutele dei lavoratori (cd. «dumping contrattuale»).
Violazioni
Reati in materia di rifiuti: conversione del decreto
La legge, in vigore dall'8 ottobre 2025, converte con modificazioni il Dl 8 agosto 2025, n. 116, recante disposizioni urgenti per il contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti.
Il Dl citato ha introdotto rilevanti modifiche al Dlgs 3 aprile 2006, n. 152 (Codice dell'ambiente), rafforzando la disciplina penale e amministrativa a tutela del territorio e ampliando le responsabilità delle imprese operanti nel settore ambientale e dei trasporti. Ad esempio, ha previsto una sanzione amministrativa accessoria (sospensione o cancellazione dall'Albo) nei confronti delle imprese che esercitano autotrasporto di cose per conto di terzi senza essere iscritte all'Albo nazionale dei gestori ambientali.
Inoltre, chiunque abbandona o deposita rifiuti non pericolosi o li immette nelle acque superficiali o sotterranee è soggetto a una sanzione pecuniaria da 1.500 a 18.000 euro.
Se l'abbandono avviene mediante veicolo a motore, si applica la sospensione della patente di guida da 4 a 6 mesi.
Infine, per i titolari d'impresa e i responsabili di enti che commettono il reato di abbandono di rifiuti è prevista la reclusione da 9 mesi a 5 anni e 6 mesi, configurando così una responsabilità penale diretta connessa all'attività d'impresa.
L'obiettivo è quello di creare una cultura volta a verificare il ciclo dei rifiuti anche in azienda (articolo 25-undecies, Dlgs 231/2001).


