Il nuovo contraddittorio preventivo, disciplinato dallo Statuto del contribuente, offre anche la possibilità di accedere agli atti del fascicolo. Si tratta certamente di una novità che va salutata con estremo favore, anche se per questi primi mesi di applicazione, gli Uffici sono apparsi un po’ reticenti.
Il “chiarimento” poi recentemente introdotto con il decreto correttivo Irpef/Ires (Dlgs 192 del 18 dicembre) pare aver già ristretto il campo, riducendone così l’efficacia applicativa.
Le perplessità che rimangono quindi sono legate proprio alle difficoltà che in concreto subisce il contribuente per “scoprire” gli atti ed i documenti sui quali è fondata la pretesa, quasi come si volesse necessariamente mantenere il massimo riserbo.
Il contraddittorio preventivo, una premessa
Come noto l’articolo 6-bis della legge 212/2000, recentemente introdotto con la riforma, impone il contraddittorio preventivo (informato ed effettivo) per tutti gli atti autonomamente impugnabili salvo alcune eccezioni. La violazione di tale obbligo comporta l’annullabilità dell’atto successivamente emesso.
Il contraddittorio è poi espressamente escluso...
Terzo settore, le novità per gli Ets dopo il decreto delegato
di Marco Magrini



