Professione

Processo telematico, l’Amt chiede un periodo di rodaggio per i giudici tributari

di Federica Micardi

Il 1° luglio partirà il processo tributario telematico. I giudici tributari, consultati attraverso un sondaggio hanno deciso che tra l’aumento di 80 euro lordi mensili e la strumentazione necessaria al processo “a distanza” (tablet più assistenza) hanno optato per gli 80 euro – da aggiornare periodicamente - a cui si chiede di affiancare l’accesso gratuito a una primaria banca dati di diritto tributario.
È quanto ha rilevato il presidente dell’Amt, Associazione magistrati tributari, Daniela Gobbi. «Il dato importante – racconta Gobbi – è che hanno risposto il 63% dei giudici che hanno letto il questionario, una percentuale alta che evidenzia l’attenzione su questo tema». Il questionario è stato letto da 1.216 magistrati e le risposte sono state 767.
L’esito è stato consegnato ieri al Mef a cui l’Amt ha voluto comunque avanzare una serie di richieste per favorire la telematizzazione. «Abbiamo fatto presente al ministero – racconta Daniela Gobbi – che è necessario avere dei punti informatici attivati presso le commissioni tributarie, con un numero di punti di accesso che sia proporzionale al numero dei giudici tributari per consentire la consultazione delle pratiche in corso anche da una postazione fissa». Serve poi ampliare l’orario di accesso alle Commissioni almeno fino alle 17; attualmente l'orario è ridotto essendo legato alla presenza del personale di segreteria.
Secondo la Gobbi la categoria non è pronta per partire dal 1° luglio con il processo telematico, è necessaria una fase di rodaggio – spiega – per consentire ai magistrati (che non sono nativi digitali) di prendere dimestichezza con i nuovi strumenti. È vero che sono stati fatti dei corsi di aggiornamento ma oramai è passato più di un anno e non sono mai stati messi in pratica
La richiesta avanzata dall'Amt è quella di consentire la “copia di cortesia” per i primi due anni (chiamata così perché non è autenticata ma è una cortesia che l'avvocato fa al giudice per aiutarlo nella riconversione informatica), come già accaduto per i magistrati amministrativi. In pratica si chiede che sia messa a disposizione del magistrato una copia cartacea che permetta di sopperire ad eventuali problemi di accesso alla pratica digitale.
Ma non è tutto. L'Am t chiede anche di creare una piattaforma comune per tutte le giurisdizioni, civile, penale, tributaria perché attualmente adottano format diversi, che richiedono applicazioni e software differenti. «In un'ottica di semplificazione delle procedure non sarebbe male un’unificazione delle piattaforme». Con l'avvio del processo telematico l'Amt attiverà un osservatorio per monitorare l’avvio del nuovo strumento, raccogliere le segnalazioni dei colleghi e intervenire per risolvere le criticità.

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