I professionisti iscritti alle Casse di previdenza riceveranno mille euro per il mese di maggio. Su questo nessuno sembra avere dei dubbi. Nessuna certezza però si ha in merito al chi e al quando.
A quanto risulta al Sole 24 Ore il decreto atteso da tempo, di cui in questi giorni si è molto parlato, è fermo al ministero dell'Economia, presso la Ragioneria di Stato, pare per “problemi di copertura”.
È praticamente certo che il decreto non uscirà entro domani, infatti da giorni si parla di un decreto di agosto, ma date certe ancora non ci sono.
Il decreto è necessario per stabilire i criteri per ottenere la terza tranche. Per aprile è stato applicato un criterio automatico , dove la domanda è stata presentata solo da chi era stato escluso a marzo perché iscritto a più enti previdenziali, un requisito ora abrogato con effetto retroattivo (si veda il Sole 24 Ore del 25 luglio) dopo la risposta a interpello fornita dal ministero del Lavoro alla Cassa di previdenza dei dottori commercialisti ed esperti contabili. I criteri che saranno applicati, e quindi la platea che potrà richiedere l’assegno più ricco dipenderà dalle risorse disponibili.
Fino ad oggi nelle tasche dei professionisti che rientravano nei requisiti di reddito -. 35mila euro o fra io 35mila e i 50mila euro ma con un calo delle entrate di almeno un terzo - ) sono arrivati circa 600 milioni di euro di euro; ricordiamo che per i lavoratori autonomi iscritti all’Inps l'aiuto di marzo e aprile è stato erogato a prescindere dalle entrate dichiarate. Le domande accettate dalle Casse di previdenza di aprile sono state 485mila, poco meno, circa 472mila a marzo. Va detto che ha questo numero andranno sommati i professionisti esclusi dal primo assegno e ora riammessi, che saranno qualche migliaio (908 solo i commercialisti)
Il decreto però non basterà per far partire il terzo accredito. Il presidente dell’Adepp, l'associazione che rappresenta gli enti di previdenza die professionisti, Alberto Oliveti, l'ha chiarito in più occasioni: le Casse - chiamate dal Governo ad anticipare gli aiuti - potranno erogare la terza tranche di mille euro solo dopo che saranno stati loro restituiti i 300 milioni anticipati per il mese di aprile. C'è infatti un problema di liquidità che non può essere ignorato: le Casse, per aiutare i loro iscritti, durante il lockdown hanno sospeso il versamento dei contributi - chi fino a settembre chi fino a dicembre -; una mossa fatta per andare incontro alle esigenze di liquidità dei professionisti; in questo modo però hanno ridotto sensibilmente le entrate correnti, che normalmente servono per pagare le pensioni. L’alternativa potrebbe essere quella di smobilizzare gli investimenti, ma al prezzo di pesanti perdite.

