Professione

Revisori enti locali, l’alert dei commercialisti: compensi da adeguare agli incarichi

di Federica Micardi

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Tratto da Plusplus24 e Smart24

I compensi degli enti locali ai revistori sono ancora troppo bassi, e inadeguati rispetto alle responsabilità dell’incarico. A lanciare l’allarme il Consiglio nazionale dei commercialisti che ha appena pubblicato delle «Raccomandazioni in materia di equo compenso per i colleghi componenti degli organi di revisione economico finanziaria degli enti locali». Il Consiglio invita i propri iscritti a non accettare incarichi che prevedono compensi manifestamente inadeguati e iniqui e chiede di segnalare all’ordine di appartenenza offerte di compensi al di sotto del limite massimo della fascia demografica immediatamente inferiore. I parametri oggettivi di riferimento per determinare la soglia massima sono, infatti, la classe demografica e le spese di funzionamento e di investimento dell'ente locale.

Il problema è che la legge ha posto un limite massimo che il compenso non deve superare, ma non esiste un limite minimo. E nonostante le norme sull’equo compenso, che riguardano sia i rapporti con i privati che quelli con le pubbliche amministrazioni, non sono previste sanzioni, «favorendo di fatto - si legge nella Raccomandazione - il verificarsi di situazioni paradossali nelle quali l’ente locale fissa un compenso manifestamente e arbitrariamente irrisorio». Ad aggravare la situazione c'è il vuoto normativo che si registra in materia di specifica determinazione dei minimi al compenso del revisore.

Il Consiglio ricorda ai professionisti che accettare un compenso irrisorio, o
comunque inadeguato, espone il revisore a ripercussioni sul piano deontologico perché l'assunzione dell’incarico sostanzialmente in perdita compromette la tutela del decoro professionale e svilisce a livello economico la prestazione resa dal revisore, a detrimento dell’intera professione.

«La raccomandazione del Consiglio Nazionale – spiega il consigliere Davide Di Russo - intende favorire una risposta coordinata della professione dinanzi a pratiche inammissibilmente lesive del decoro del professionista e del complementare interesse pubblico, costituzionalmente tutelato, a una prestazione di qualità, impossibile da garantire al di sotto dei livelli minimi di remunerazione coincidenti con la nozione di “equo compenso”».

Le rilevazione della Fondazione nazionale

La Fondazione nazionale dei commercialisti sta monitorando il fenomeno a livello nazionale. Sono 7.228 gli enti locali soggetti a estrazione dell’organo di revisione e di questi, 6.512 sono enti con popolazione inferiore a 15.000 abitanti e per i quali è previsto un organo di revisione monocratico; per i restanti 716 enti è previsto un organo collegiale. Da un primo campione analizzato dalla Fondazione emerge che il 23% dei comuni non tiene conto delle indicazioni ricavabili dal Dm 21 dicembre 2018 (che ha aggiornato i limiti massimi del compenso base spettante ai revisori dei conti in relazione ai parametri dell’articolo 241 del Tuel). Una situazione più frequente negli enti con popolazione superiore ai 15.000 abitanti senza grosse distinzioni tra Nord e Sud.

Ecco alcuni esempi di compensi inadeguati: al Nord un ente di 31.272 abitanti ha deliberato un compenso di 6.000 euro, ossia meno della metà dei 12.890 euro da individuarsi come soglia minima di riferimento; a Sud c’è il caso di un ente di 521 abitanti che ha deliberato un compenso pari a 388 euro, oltre rimborso spese fino ad un massimo di 1.544 euro, a fronte di un minimo che, tenuto conto di quanto chiarito dall'Osservatorio enti locali, non potrebbe essere inferiore a 2.480 euro. Dall’analisi della Fondazione nazionale dei commercialisti emerge poi che alcuni enti hanno deliberato compensi di importo pari al limite massimo della fascia inferiore. Cifre che dimostrano, secondo Di Russo, come il nodo dei limiti minimi al compenso dell'organo di revisione economico finanziaria non risulta, ad oggi, positivamente risolto.

Il webinar del 15 aprile

Il documento sulle raccomandazioni sarà presentato il 15 aprile nel corso del webinar su «I controlli negli enti locali, tra nuovi compiti e vecchie questioni», trasmesso in diretta sulla piattaforma Concerto dalle 14 alle 18:30 e che vedrà la partecipazione di rappresentanti del ministero dell’Economia, dell’Interno, della Corte dei conti e dell’Anci (che ha patrocinato l’iniziativa).

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