La domanda

Con atto notarile nel 2022 il padre (proprietario esclusivo) dona la nuda proprietà alle figlie, riservando per sé e dopo di sé alla moglie, che accetta la riserva, l’usofrutto di un rustico in corso di ristrutturazione. Sempre in questo atto notarile si precisa che i bonus per la parte ancora non utilizzata resteranno a favore dei donanti. Il padre eseguirà nuovi lavori di ristrutturazione con nuovi bonus. Nel 2024 l’uomo viene a mancare. Questi bonus vanno persi o possono essere detratti dalle figlie o dalla moglie? Da informazioni ricevute ci è stato detto che le figlie non consolidando la proprietà per intero non possono usufruirne, e neppure la moglie che ha ricevuto per accrescimento l’usofrutto. È così? Può la moglie rinunciare all’usufrutto o fare un contratto di comodato gratuito in data odierna o con data retroattiva alle figlie che consolidano l’intera proprietà? E se può cedere l’usofrutto solo in data odierna si possono recuperare le detrazioni per gli anni mancanti successivi?
M. L. - Vicenza

È possibile sostenere, nel peculiare caso in esame, la trasferibilità a favore delle figlie delle rate residue non fruite delle detrazioni fiscali, relative alle spese sostenute dal padre già usufruttuario, a condizione che la madre rinunci all’usufrutto e che le figlie siano nella detenzione materiale e diretta del bene.

Occorre premettere che la scelta del padre, di donare la nuda proprietà dell’immobile di cui si discute alle figlie, con la riserva di usufrutto per sé e dopo di sé al coniuge ai...

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