La domanda
Un professionista con partita Iva individuale partecipa a uno studio associato con ripartizione degli utili tra i soci nella seguente misura: 80% (il professionista medesimo) e il 10% ciascuno degli altri due soci. Il professionista e lo studio svolgono l’attività attraverso il medesimo codice Ateco. Entrambi hanno aderito al concordato preventivo biennale per il biennio 2024-2025. Il professionista è privo di autonoma organizzazione (non ha dipendenti, contratti o beni strumentali di particolare rilevanza). Lo stesso ha meramente incarichi professionali. Lo studio, invece, è dotato di autonoma organizzazione (dipendenti, contratti per utenze, locazioni, software e beni strumentali). Oltre a questi lo studio ha rapporti e contratti con clienti. Il professionista nel corso del 2025 ha chiuso la propria partita Iva e ha proseguito la propria attività all’interno del perimetro dello studio fatturando attraverso la partita Iva dello studio associato i propri incarichi. La chiusura della partita Iva individuale è una causa di cessazione del Cpb a partire dall’anno 2025? In caso di risposta affermativa la cessazione riguarda solo il professionista o anche lo studio associato?
M. B. - Arezzo
Nel quesito si evidenzia che professionista e associazione partecipata hanno optato per il concordato preventivo biennale in relazione al biennio 2024/2025. A tali opzioni non si applicano le modifiche introdotte dal Dlgs 81/2025 in relazione alle cause di blocco (articolo 11) e di cessazione (articolo 21) che riguardano professionisti e associazioni professionali. La regola del «o tutti dentro o tutti fuori», infatti, non si applica alle opzioni per il Cpb esercitate prima dell’entrata in vigore...



