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Tributi locali, notifica degli atti con le regole vigenti

risposta del dipartimento delle Finanze (Mef)

La domanda

Le disposizioni che regolano l’accertamento esecutivo non specificano le modalità di notifica di tale tipologia di atto. Ciononostante si ritiene che siano applicabili le ordinarie modalità di notifica già previste per gli atti di accertamento, e quindi tanto la notifica semplificata con raccomandata semplice di cui alla legge 296/2006 (la cui legittimità è stata confermata dalla Corte costituzionale con sentenza 104/2019), quanto le altre modalità di notifica liberamente scelte dall’ente, come la notifica con messo notificatore dell'ufficio tributi, la notifica con messo comunale e la notifica tramite Pec. Si chiede conferma di tale conclusione.

L’intervento del legislatore per l’anno 2020, in materia di riscossione delle entrate degli enti locali non ha innovato circa la disciplina delle notificazioni. Pertanto, si conferma che continuano ad applicarsi le regole già vigenti precedentemente l’entrata in vigore della legge di Bilancio 2020 in materia di notificazioni, compresa quella prevista dal cosiddetto mini-testo unico della finanza locale di cui ai commi da 161 a 169 dell’articolo 1 della legge 296/06; commi peraltro espressamente richiamati per l’Imu nell'ambito della riforma attuata nella stessa legge di Bilancio.

La risposta è stata data dal dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia al quesito proposto dagli esperti e dai lettori del Sole 24 Ore nel corso di Telefisco 2020. Per maggiori informazioni www.telefisco.ilsole24ore.com

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