Individuare le direttrici strategiche lungo le quali orientare il futuro del sistema previdenziale è il tema centrale della terza convention della Cassa nazionale del notariato, organizzata a Milano l’8 e il 9 maggio presso Palazzo Castiglioni. Tra i partecipanti il ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani (FdI) e la senatrice Ester Mieli (FdI).
«L’epoca attuale – afferma la presidente dell’ente di previdenza Patrizia Sara Siciliano - è caratterizzata da trasformazioni di portata inedita e da interrogativi che impongono una riflessione profonda, nella consapevolezza delle sfide che possono incidere in maniera significativa sulla stessa sostenibilità del nostro sistema».
In questo contesto il welfare è e sempre più sarà una leva strategica per il mondo delle Casse, che sottolinea Siciliano, «svolgono un ruolo sussidiario essenziale, rafforzando gli strumenti di assistenza e sviluppando strategie innovative per rispondere a bisogni sempre più complessi e in evoluzione di tutti i nostri iscritti».
Eliminare la doppia tassazione
Per questo la presidente Siciliano rivolge all’esecutivo un appello: «Bisogna superare il regime della doppia tassazione cui siamo sottoposti (vengono tassate sia le rendite finanziarie delle Casse con un’aliquota del 26%, sia le pensioni erogate, ndr), un unicum nel panorama europeo e internazionale. Si tratta – prosegue Siciliano - di una condizione che limita la nostra capacità di liberare risorse da destinare al welfare, cioè esattamente in quegli ambiti in cui l’intervento pubblico, da solo, fatica ad arrivare. Rimuovere questo vincolo significherebbe rafforzare in modo concreto la nostra funzione sociale».
Il Welfare nel 2025
La Cassa del notariato, nel 2025, ha investito nel welfare strategico (a sostegno della professione) 11 milioni, che salgono a 14 milioni nel 2026. Lo scorso anno l’ente ha investito 5 milioni per finanziamenti tramite convenzioni bancarie a favore dei giovani notai, oltre 2 milioni per l’assegno di integrazione (a favore dei notai che operano in aree svantaggiate), 1,66 milioni per l’indennità di maternità, 340mila euro per il contributo impianto giovani e 300mila euro per il contributo impianto studio; inoltre ha stanziato 9 milioni per la polizza sanitaria (di cui spesi 6,5 milioni).
Il welfare negli ultimi 20 anni
Guardando a un arco temporale più ampio in 20 anni, la Cassa ha speso più di 200 milioni per sostenere 4.650 notai: il 29% speso per welfare pro-lavorativo e familiare; 32 milioni per l’assegno di integrazione (erogato a più di 2.600 notai), un assegno che si stima nel 2026 arriverà a 2 milioni, il 37% in più di quanto erogato nell’ultimo ventennio, a dimostrazione dell’aumento delle richieste di sostegno e quindi del momento “delicato” in cui versa una parte della categoria.
Nuove tecnologie e secondo welfare
Nella seconda giornata di lavori, che inizia alle 9.30, si parlerà del rapporto tra il lavoro e le nuove tecnologie. «L’innovazione tecnologica avanza a ritmi senza precedenti - afferma dal palco la presidente Siciliano - sta generando ricchezza, creando nuove opportunità, ridefinendo interi settori produttivi, senza però tradursi automaticamente in benessere diffuso. E qui si colloca la nostra responsabilità: comprendere come governare questo cambiamento per non subirlo».
L’ultima tavola rotonda sarà infine dedicata a un confronto dal titolo: «Secondo welfare: quando pubblico, privato e comunità fanno rete».

