Conservare le email e i relativi metadati “perché non si sa mai” è stata per anni una prassi diffusa, sostenuta da esigenze di continuità operativa e difesa in giudizio. Tra il 2025 e il 2026, però, la posizione del Garante per la protezione dei dati personali sulla conservazione della posta aziendale si è fatta più rigorosa: l’email non è un deposito neutro, ma un trattamento di dati personali che deve essere giustificato, limitato e governato.

Il punto fermo è la qualificazione della posta elettronica...

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