L’ente di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili è a rischio. È quanto scrive l’onorevole Marcello Coppo (FdI) in un’interpellanza del 7 maggio rivolta ai ministri dell’Economia e del Lavoro presentata insieme al collega di partito Andrea Volpi.

Il rapporto iscritti/pensionati

Sotto osservazione il bilancio consuntivo 2025 approvato ad aprile da Cassa ragionieri che – secondo Coppo - non sembra rispettare correttamente i principi contabili. Nel bilancio si legge che il rapporto iscritti/pensionati risulta essere pari a 1,72 ma – secondo l’interpellanza – manca la proiezione di questo dato nel lungo periodo, proiezione “al ribasso” che è invece riportata nel bilancio attuariale del 2009 e che prevede dal 2029 al 2044 un sensibile graduale calo del rapporto iscritti/pensionati; in base alle proiezioni attuariale questo rapporto scende a 1,33 nel 2029, a 0.82 (quattro attivi ogni cinque pensionati) nel 2034 e a 0,42 e nel 2044: la situazione tornerebbe a un rapporto di due iscritti per ogni pensionato solo nel 2062.

Un altro elemento evidenziato dall’interpellanza riguarda il bilancio tecnico attuariale di Cnpr presentato nel 2014 da cui risultava che nel 2025 il patrimonio della Cassa sarebbe stato pari a 3,484 miliardi; in realtà il patrimonio nel 2025 è pari a 2.867 miliardi (617 milioni in meno del previsto).

Questo stato di cose – sottolineano Coppo e Volpi – è noto da tempo, già nel Bilancio 2014 si prevedeva un saldo gestionale negativo al 2033, ma i vertici della Cassa non hanno adottato interventi strutturali tali da scongiurare queste previsioni.

La gestione della Cnpr

L’interpellanza elenca le azioni che Cassa ragionieri ha messo in campo negli ultimi anni: progressive svalutazioni dei crediti, accantonamenti a copertura di perdite, tentativo – fallito – di iscrivere alla Cassa lavoratori autonomi appartenenti ad altre categorie senza ordine professionale (ad esempio, gli amministratori di condominio).

Secondo gli interpellanti l’origine del deficit è da imputare alla decisione, presa dai vertici dell’ente di previdenza, di far confluire nel fondo svalutazione crediti contributivi del bilancio, l’importo di 296 milioni, da cui tuttavia non è emerso un recupero netto, in quanto buona parte delle risorse finanziarie è confluita nel Net asset value del Fondo Scoiattolo (fondo immobiliare chiuso di cui la Cnpr è unico quotista), oltre che nelle svalutazioni finanziarie non recuperate e nella modesta redditività netta degli investimenti effettuati.

Il Fondo Scoiattolo, istituito nel 2011 per dismettere il patrimonio immobiliare, è stato caratterizzato da una lunga fase di dismissione del portafoglio, che ha portato - scrivono Coppo e Volpi - a costanti e significative svalutazioni nel corso degli esercizi, come confermato anche dalla relazione della Corte dei conti al Parlamento, che ha individuato una serie di cause che hanno determinato un insuccesso. Nonostante la dismissione immobiliare del Fondo Scoiattolo (prorogato fino al 31 dicembre 2027) sia stata caratterizzata da un’evidente gestione negativa, la Cnpr ha successivamente deliberato la costituzione di una Srl (SPV - Special Purpose Vehicle) denominata Libromastro, per cedere gli “asset” immobiliari più complessi, attraverso un sistema di finanza strutturata a elevato rischio di redditività e senza alcuna garanzia patrimoniale.

Richiesta di intervento

Coppo e Volpi hanno evidenziato che i dati esposti nell’interpellanza, se confermati, destano sconcerto e preoccupazione, in relazione alla condotta gestionale da parte del presidente della Cnpr Luigi Pagliuca (che guida l’ente dal 2013), che mettono in luce gravissime inadempienze nella conduzione del medesimo ente previdenziale, le cui irregolarità richiedono urgenti verifiche da parte dei ministeri interpellati.

Nell’interpellanza - che ricordiamo richiede una risposta orale in Aula - viene quindi chiesto ai due ministeri, che per legge sono tenuti a vigilare sulla Cassa di previdenza, se confermano le criticità elencate, quali iniziative intendono prendere e se ritengono opportuno commissariare l’ente nominando un commissario straordinario per riequilibrare la gestione della Cnpr, come prevede l’articolo 2, commi 4 e 5 del Dlgs 509/94.

La risposta del presidente Luigi Pagliuca

«Le considerazioni contenute nell’interpellanza del 7 maggio non appaiono idonee a configurare i presupposti per un commissariamento della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili. Al contrario, i dati richiamati confermano l’esistenza di una governance attenta, che sta amministrando l’ente con correttezza, trasparenza e responsabilità, nel rispetto delle regole contabili, dei principi di prudenza e dei controlli previsti dalla normativa vigente». Così si è espresso Luigi Pagliuca, presidente della Cnpr, con un comunicato dove ha commentato il documento parlamentare depositato dai due deputati di Fratelli d’Italia.

«Il bilancio 2025 della Cnpr, approvato con un utile lordo di 191,07 milioni e un utile netto di 84,96 milioni, rappresenta un risultato positivo e significativo. Parlare di mancato rispetto dei principi contabili - ha sottolineato Pagliuca - appare improprio se non vengono indicate violazioni specifiche, accertate e documentate».

«Il rapporto iscritti/pensionati pari a 1,72 fotografa la situazione attuale dell’Ente. Le proiezioni attuariali richiamate nell’interpellanza - ha evidenziato Pagliuca - non rappresentano un’irregolarità gestionale, ma uno strumento tecnico di previsione di lungo periodo». Pagliuca ha sottolineato inoltre un’importante inesattezza tecnica presente nell’interpellanza «che sembra confondere il saldo previdenziale con il saldo gestionale».

Ha difeso poi la propria gestione, ammettendo che la transizione demografica e il pensionamento dei baby boomer creano periodi di saldi previdenziali (differenza tra contributi incassati e prestazioni pensionistiche erogate) negativi che l’ente potrà gestire grazie ai rendimenti degli investimenti finanziari e alle riserve accumulate.

In merito al bilancio tecnico attuariale, Pagliuca ha sottolineato che si tratta di un documento previsionale “aperto”e che l’indice di garanzia, ossia il rapporto tra riserva legale e prestazioni del quinquennio successivo, si attesta su valori di assoluta sicurezza: a 30 anni (2054) l’indice è pari a 1,02 e a 50 anni (2074) sale a 2,26, a conferma di una gestione che non solo preserva, ma incrementa la propria solidità nel tempo.

Le svalutazioni dei crediti e gli accantonamenti non sono indice di mala gestio, ma espressione del principio di prudenza contabile. E, in merito ai dubbi sollevati nell’interpellanza sulla gestione immobiliare, il presidente ha sottolineato che la presenza di criticità non significa necessariamente cattiva gestione e che le scelte della Cassa vanno valutate sulla base di atti, controlli e risultati complessivi.

Infine, Pagliuca ha ricordato che «la Cnpr opera in un sistema sottoposto a vigilanza ministeriale, controllo degli organi interni, revisione, monitoraggio attuariale e verifica della Corte dei conti. In assenza di accertate violazioni gravi, reiterate e tali da compromettere il funzionamento dell’Ente, non sussistono i presupposti per ipotizzare misure straordinarie». Come è il commissariamento.

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