Il 1° maggio l’Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili ha festeggiato i 60 anni. Oggi l’associazione sindacale, guidata da Francesco Cataldi, conta quasi 10mila iscritti e 104 Unioni locali.
Gli scopi istituzionali dell’Unione sono:
- rendere sinergica e coordinata l’azione delle varie Unioni locali;
- tutelare gli interessi della categoria, con un occhio di riguardo ai colleghi più giovani;
- facilitandone l’inserimento lavorativo;
- diffondere la cultura e i valori della professione;
- organizzare eventi formativi.
Nel corso degli anni l’associazione è cresciuta, è stata creata vent’anni fa la Fondazione Centro Studi, è stata aperta un’associazione ad hoc dedicata all’internazionalizzazione chiamata Iuya (International union young accountants), ed è nato un Comitato scientifico a supporto nelle attività formative.
«L’Unione si occupa sia di attività sindacale, quindi tutela degli interessi dei giovani a livello locale e nazionale per tematiche lavorative, previdenziali e fiscali – spiega il presidente Cataldi – sia di agevolare l’ingresso dei giovani commercialisti nel mondo del lavoro; abbiamo, per esempio, chiesto alla politica di riconoscere un credito d’imposta alle Pmi che ricorrono a giovani commercialisti per il ruolo di temporary manager, così è nata la proposta di legge - la 2474 - ora in discussione in Commissione finanze alla Camera; attualmente stiamo lavorando a un progetto per il coinvolgimento dei giovani negli incarichi presso i tribunali e a livello regionale stiamo lavorando per l’ingresso degli under 43 nei collegi sindacali delle partecipate».
Negli ultimi anni l’Unione si è inoltre impegnata a svolgere un’attività di formazione e informazione nelle università, attraverso il progetto obiettivo UniCo (Università + Commercialisti) per avvicinare i giovani laureandi alla professione. «Il calo demografico che il nostro paese registra oramai da diversi anni - spiega Cataldi – si riflette anche sui commercialisti, per questo creare le condizioni per agevolare l’inserimento, la crescita e la tutela dei giovani nella professione diventa, se possibile, ancora più importante che in passato».
Cataldi sottolinea come l’associazione crei nel tempo legami affettivi e professionali duraturi: «Quello che noi chiamiamo “spirito Unione” permette di creare interazioni e contatti con colleghi di tutta Italia, che nel tempo generano collaborazioni durature e importanti. Negli eventi nazionali di norma si superano i mille partecipanti, si tratta di momenti di confronto che aiutano a crescere professionalmente».
L’esperienza nell’Unione si è rivelata importante per i colleghi che hanno poi deciso di entrare nelle istituzioni di categoria, come la Cassa di previdenza o i consigli degli ordini, sono quasi 250 gli unionisti ed ex unionisti che oggi ricoprono cariche all’interno degli organismi di categoria.
Per festeggiare i suoi primi 60 anni l’Unione sta organizzando una giornata di festa, che si terrà a Salerno il 10 luglio alla presenza di tutti i past president, sono previsti tavoli di confronto per fare il punto su quanto è stato fatto fino ad ora e immaginare nuove basi per il futuro. «Sarà l’occasione – conclude Cataldi – per vedere come è cambiata l’Unione negli anni, per capire dove siamo oggi e per decidere dove vorremmo arrivare in futuro».

