Con il provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate del 20 aprile 2026 (Prot. n. 121321/2026) è stato esteso il periodo sperimentale per la richiesta e l’acquisizione, anche massiva, dei dati delle certificazioni uniche, previsto dal precedente provvedimento del 20 ottobre 2025 (Prot. n. 390142). È quindi ora “teoricamente” possibile, per gli intermediari fiscali, acquisire massivamente anche le Cu 2026.

Il precedente provvedimento, emanato in attuazione delle disposizioni in materia di rafforzamento del contenuto conoscitivo del cassetto fiscale, ai sensi dell’articolo 23 del Dlgs. n. 1/2024, aveva definito le regole tecniche e amministrative con le quali gli intermediari (Caf, professionisti abilitati o altri soggetti incaricati della trasmissione telematica delle dichiarazioni), possono richiedere e acquisire i dati delle Cu dei contribuenti per i quali risultano delegati alla consultazione del relativo cassetto fiscale.

L’utilità, da parte degli intermediari fiscali, di poter disporre delle Cu 2026 dei propri assistiti è evidente, in quanto le stesse costituiscono elemento propedeutico alla predisposizione del modello Redditi 2026. Anche alla luce delle limitazioni della dichiarazione precompilata, che quest’anno dovrebbe contenere le Cu 2026 trasmesse dai sostituti d’imposta alle Entrate entro il 15 aprile 2026, lasciando quindi fuori tutte le Cu 2026 di lavoro autonomo trasmesse successivamente a tale data ed entro il termine del 30 aprile 2026 comunque tempestivamente. Senza tener conto delle CU 2026 di lavoro dipendente trasmesse entro il 16 marzo 2026 e poi rettificate a seguire, dopo il 15 aprile 2026.

Tuttavia, a differenza di quanto inizialmente ventilato e da noi auspicato con l’uso della cooperazione applicativa, l’Agenzia nel suo provvedimento di estensione del periodo di sperimentazione ha confermato l’utilizzo delle medesime regole tecniche già adottate per le Cu 2025. Che prevedono, quindi, la predisposizione da parte dell’intermediario di un file di richiesta in formato testo (con record A/B/C/Z) da inviare tramite Entratel e la successiva messa a disposizione, da parte delle Entrate, entro cinque giorni dalla data della richiesta, delle Cu 2026 prenotate, nel medesimo formato Entratel utilizzato dai sostituti d’imposta per la trasmissione telematica delle stesse.

Una scelta conservativa quella dell’Agenzia, comprensibile visti i tempi stretti, ma che di fatto scombina i piani delle software house, che avevano deciso di sviluppare le procedure utilizzando tecnologie più recenti, basate - secondo le suddette informazioni - sulla nuova piattaforma API delle Entrate. Tale piattaforma, infatti, costruita sul modello di interoperatività PDND (Piattaforma Digitale Nazionale Dati), è destinata via via andare a sostituire a livello tecnologico tutti gli attuali servizi.

Sia quelli che operano mediante lo scambio di file di testo - come l’acquisizione delle Cu 2026 di cui stiamo trattando, ma anche delle dichiarazioni precompilate 730/2026 e Redditi 2026, nonché delle variabili precalcolate Isa 2026 - sia quelli che prevedono l’accreditamento di un provider, ossia della singola software house o di un soggetto terzo “aggregatore” di più software house.

La nuova piattaforma API ha alcuni importanti vantaggi:

  • gli utenti (aziende e intermediari) si registreranno una tantum su portale delle Entrate per scegliere servizi API da attivare e riceveranno una “Key” digitale che consentirà l’interoperabilità diretta dei gestionali con i sistemi delle Entrate, senza più la necessità di doversi appoggiare a un provider;
  • il sistema userà il certificato Entratel o in alternativa la firma digitale, già utilizzata in altri servizi di cooperazione applicativa.

La situazione potrebbe comunque risolversi nel giro di poco tempo, laddove dovesse essere attivata, per le CU 2026, perlomeno sperimentalmente e parallelamente alla modalità già approvata con il provvedimento citato, anche la modalità basata sulla piattaforma API.

È chiaro che oramai i tempi sono troppo stretti e per quest’anno è probabile che la maggior parte delle software house non faccia più a tempo ad attivare l’acquisizione massiva delle Cu 2026 mediante i servizi delle Entrate.Si tratta, infatti, di un’attività non banale, in quanto i dati delle Cu 2026 messi a disposizione dall’Agenzia in formato testo, una volta prelevati, devono poi essere acquisiti nei database dei gestionali, renderizzati in formato PDF per una più facile consultazione, e infine collocati negli appositi campi dei modelli dichiarativi.

Si auspica, in ogni caso, che la nuova piattaforma API possa essere attivata dalle Entrate quanto prima in modo da permettere una buona sperimentazione nel corso dei prossimi mesi per essere pronti in vista della prossima campagna dichiarativa.

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