Il credito d'imposta per la sanificazione e l'acquisto di dispositivi di protezione individuale regolato dall'articolo 125 del decreto Rilancio continua a far parlare di sé. In positivo perché con l'approvazione di un emendamento in Commissione Bilancio al Senato viene innalzato il budget a disposizione dei beneficiari di 403 milioni di euro e in negativo in una risposta ad un interpello.
Partiamo dalla risposta a interpello 441/2020 del 5 ottobre con la quale l'Agenzia nega la possibilità di fruire del credito d'imposta per le spese per l'acquisto di un macchinario, non meglio identificato nell'istanza resa pubblica, che attraverso la rete e un applicativo web e mobile, offre un servizio di telemedicina.
La società istante, che commercializza i macchinari, ritiene che le apparecchiature rientrino tra le spese agevolabili ai sensi del comma 2, lett. e) dell'articolo 125 del Dl 34/2020.L'Agenzia invece evidenzia che la norma riporta un elenco non esaustivo, in parte completato dalla circolare 20/E/2020, ma che la ratio della disposizione è quella di considerare agevolabili solamente le spese riferibili alla sanificazione degli ambienti (e degli strumenti utilizzati) e l'acquisto di dispositivi di protezione individuale (e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti).
La lettera e) invocata dall'istante considera ammissibili gli acquisti di dispositivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi, che devono essere sostenute per arginare, contenere, ostacolare la diffusione del virus SARS-Co V-2 ma per le Entrate devono essere collegabili ad un'attività svolta in presenza in modo da consentire la riapertura in sicurezza delle attività.
L'aspetto positivo, emerso negli ultimi giorni ed ora in attesa dell'ufficializzazione da parte della Camera dei Deputati, è rappresentato dall'aumento delle risorse a diposizione dei contribuenti dagli originari 200 milioni di euro previsti per l'anno 2020 dal comma 1 dell'articolo 125 del decreto Rilancio ad un totale di 603 milioni.
Con l'incremento della dotazione di 403 milioni il tax credit effettivamente utilizzabile sale al 28,3% dell'ammontare delle spese indicate nell'istanza inviata entro il 7 settembre. La percentuale stabilita dal provvedimento delle Entrate del 11 settembre passa dal 15,6423 per cento al 47,1617 che applicato all'ammontare del 60% delle spese agevolabili determina l'effettivo credito d'imposta.
In termini numerici a fronte di una spesa agevolabile di 10.000 euro, rendicontata nell'apposita comunicazione, il credito d'imposta passa da 938 a 2.829 euro. L'Agenzia dovrà rimettere mano ai conteggi dei singoli beneficiari per aggiornare gli importi indicati nel cassetto fiscale; i contribuenti dovranno invece verificare l'ammontare del credito residuo riportato nel cassetto fiscale prima di compensarlo.
L'applicativo consente di visualizzare il credito residuo pari alla differenza tra l'ammontare concesso e quanto utilizzato in compensazione (o prenotato ma non ancora perfezionato). L'unica accortezza riguarda l'ammontare del credito concesso che potrebbe non essere ad oggi ancora interamente spendibile perché le relative spese devono essere state effettivamente sostenute e non solo prenotate.

