«La riforma del fisco non è più rinviabile, parliamo di un sistema che attende da decenni una semplificazione che possa cambiare e migliorare la quotidianità dei cittadini e dei commercialisti. Oggi il calendario fiscale prevede 1.458 adempimenti l'anno: è evidente che qualcosa non funzioni».

Così Matteo De Lise, presidente dell’Unione giovani commercialisti, in apertura del sessantesimo congresso dell’associazione, in corso a Palermo.

Per il presidente dei giovani commercialisti, l’inciampo della maggioranza sul Def deve essere un campanello d’allarme. «L'esecutivo - commenta De Lise - dovrebbe guardare anche alle proposte che arrivano dalle opposizioni, che in alcuni casi sono giuste e legittime. Forzare la mano potrebbe essere un grave errore di metodo. Lo abbiamo visto già con il precedente governo, perché una riforma che rappresenti soltanto una parte del Parlamento non avrebbe futuro».

Taglio della pressione fiscale, semplificazione degli adempimenti, digitalizzazione e riduzione delle occasioni di contenzioso sono tra gli obiettivi “naturalmente” condivisibili della riforma. Tuttavia De Lise rilancia su temi che potrebbero fare la differenza per i giovani, una categoria eterogenea e poco rappresentata a livello politico.

Il riferimento è alle «aggregazioni professionali e a un sistema di detassazione dei redditi dei giovanissimi. Restiamo fiduciosi sulla capacità di ascolto dell’apporto che continueremo a dare», ha detto De Lise. Il presidente ha fatto appello all’impegno e alla collaborazione di tutte le anime della professione. «Tutti dobbiamo rinunciare a qualcosa, per essere più forti insieme», ha concluso.

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