Il passaggio al nuovo ciclo di omologazione Wltp penalizzerà solo le auto aziendali: sui fronti degli incentivi e dell’ecotassa, dove pure contano le emissioni di CO2, la legge di Bilancio ha introdotto correttivi per neutralizzare gli effetti della novità e in qualche caso ha “colto l’occasione” per alleggerire un po’ il carico fiscale.
Quanto agli incentivi, il passaggio al Wltp poneva il problema di chi ha formato il contratto di acquisto nel 2020 ma si vedrà consegnare l’auto nuova solo nel 2021. Dato che il diritto al bonus nasce al momento della firma del contratto e secondo le regole in vigore in quel giorno, il rischio è che, nel caso in cui l’immatricolazione tardi fino al 2021, i valori di CO2 riportati sul Duv (l’equivalente attuale della carta di circolazione) sforino le soglie che all’acquisto avevano dato diritto all’incentivo. D’altra parte, la normativa sul bonus consente di fruirne anche quando la consegna dell’auto tarda, purché non si superino i 180 giorni dalla firma del contratto. Un emendamento alla legge di Bilancio ha stabilito che fino al 30 giugno 2021 i Duv dovranno riportare anche i vecchi valori Nedc e che ai fini del bonus facciano fede questi, nel caso in cui il contratto sia stato concluso nel 2020.
Sul fronte dell’ecotassa, l’effetto Wltp è stato compensato alzando le soglie: se con il ciclo Nedc il tributo era dovuto da chi immatricola una vettura con emissioni di CO2 superiori a 160 g/km, con il nuovo il limite si alza a 190, assorbendo l’aumento dei valori rilevato con il Wltp. Non solo. Sono state anche rimodulate le fasce di malus, ampliando quelle in cui l’ecotassa è meno pesante. In questo modo, si restringe quella superiore, su cui grava la tassazione massima (2.500 euro). Dal 2021, la fascia con il malus più basso (1.100 euro) sarà quella 191-210 g/km (attualmente è ristretta a 161-175); quella successiva (1.600 euro) sarà la 211-240 (invece di 176-200); la terza (2.000 euro) sarà la 241-290 (invece di 201-250). Così l’ultima fascia, quella senza limite superiore nella quale sono dovuti 2.500 euro, parte da quota 291 anziché da 250.

