A giudicare dalle prime reazioni dei professionisti, il provvedimento con cui le Entrate hanno alleggerito la compilazione dell’autodichiarazione aiuti Covid era il tassello mancante per rendere più sostenibile l’adempimento in vista della scadenza (già prorogata) del 30 novembre. Come più volte sottolineato dal Sole 24 Ore, districarsi tra ricostruzione degli aiuti, calcolo rispetto ai massimali, successiva indicazione nel modello è stata vissuta come una montagna proibitiva da scalare.
Non a caso, nell’esprimere soddisfazione per l’intervento che consentire di barrare la nuova casella «ES» senza dettagliare le informazioni dei singoli sostegni percepiti, il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili (Cndcec), Elbano de Nuccio, e il tesoriere e delegato all’area fiscale, Salvatore Regalbuto, hanno sottolineato come sia stato necessario uno sforzo congiunto tra ministero dell’Economia, ministero dello Sviluppo economico e agenzia delle Entrate. Il tutto con una «fitta interlocuzione con la Commissione europea» perché - non va dimenticato - l’adempimento è di matrice comunitaria. «Sono state accolte le proposte del Consiglio nazionale che rendono, nell’assoluta maggioranza dei casi, decisamente più semplice la compilazione dell’autodichiarazione - ha dichiarato de Nuccio - e ciò è la chiara dimostrazione che il contributo dei commercialisti nella stesura e nell’interpretazione delle norme non può che generare effetti positivi non solo per i colleghi ma per l’intera collettività».
Restano diversi aspetti a cui prestare attenzione nella compilazione dell’autocertificazione degli aiuti Covid. Ad esempio, la necessità di indicare comunque i dati relativi agli esoneri Imu utilizzati nel quadro A . Così come bisogna tenere la guardia alta sul fatto che l’importo delle garanzie rilasciate va considerato per il rispetto del limite comunitario e, in caso di eccedenza, può originare l’accesso a un secondo limite ovvero, se questo non è possibile, determinare il «riversamento spontaneo» (questione sollevata sulle colonne del Sole 24 Ore e su cui è arrivata una risposta a interrogazione in commissione Finanze al Senato il 5 luglio).
Va comunque ricordato che, proprio su input del nuovo Consiglio nazionale dei commercialisti, si era arrivati già a spostare la data della scadenza dell’invio, che era originariamente fissata per il 30 giugno 2022. La proroga al 30 novembre è stata resa possibile dal Dl 73/2022 (decreto Semplificazioni) che ha previsto il differimento di sei mesi dei termini per le registrazioni nel Registro nazionale degli aiuti di Stato (Rna), nel Sistema informativo agricolo nazionale (Sian) e nel Sistema italiano della pesca e dell’acquacoltura (Sipa).

