La cointestazione del conto non ripara dal redditometro

Il rilascio della procura generale ad operare sul conto corrente e/o la cointestazione del conto corrente insieme al padre, non bastano al figlio per contrastare la presunzione di maggior reddito sinteticamente determinato dall’Amministrazione nei suoi confronti in base alle spese sostenute eccedenti la sua capacità reddituale. Ciò perché tali elementi non possono essere indicativi di una concreta ed effettiva disponibilità di denaro, bensì solo astratta e potenziale e quindi, se il contribuente sostiene che le spese effettuate derivano da risorse di natura non reddituale del proprio nucleo famigliare, è comunque tenuto a provare la loro disponibilità, entità e durata del possesso.

- Cassazione, ordinanza 4122/2021

Agevolazioni prima casa per l’acquisto dal coniuge se previsto nella separazione

Non sono dovute le imposte di registro ed ipo-catastali per l’atto di acquisto con cui il marito separato acquisita dalla moglie la casa coniugale in adempimento degli accordi di separazione consensuale ed in tal senso non rileva se l’immobile oggetto di trasferimento sia di proprietà esclusiva della moglie. Ciò perché gli accordi comportanti trasferimenti patrimoniali dall’uno all’altro coniuge eseguiti nell’ambito delle condizioni di separazione rientrano nella più ampia nozione degli atti relativi al procedimento di separazione e, come tali sono esenti da imposta di bollo, registro e da ogni altra tassa in base all’articolo 19 della Legge 87 del 1994.

- Cassazione, ordinanza 4144/2021

Ristrutturazione del debito, non serve il pagamento integrale dei debiti privilegiati

Può essere omologato l’accordo di ristrutturazione del debito proposto dal soggetto sovraindebitato in base agli articoli 7 e 9 della Legge 3 del 2012 anche se la proposta prevede un soddisfacimento non integrale dei creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca. Ai predetti crediti basta, infatti, che sia assicurato il pagamento in misura non inferiore a quella realizzabile in ragione della collocazione preferenziale sul ricavato in caso di liquidazione, con riguardo al valore di mercato attribuibile ai beni o diritti sui quali insiste la causa di prelazione.

- Cassazione, ordinanza 4270/2021

Tra i «fatti distrattivi» rientra l’uso di soldi della società per spese personali

L’esdebitazione, richiesta dal socio accomandatario fallito in proprio a seguito del fallimento della società, può essere negata anche quando, sulla base alla relazione del curatore, emerge il sostenimento indistinto da parte di tutti i soci di spese personali con l’utilizzo di denaro della società. Ciò perché l’assenza di fatti distrattivi, prevista dalla norma ai fini della concessione del beneficio dell’esdebitazione, non si esaurisce nel concetto penalistico, ma risulta comprensiva di qualsiasi comportamento che abbia determinato, senza giustificazione, la distrazione di uno o più beni dalla garanzia generica dei creditori, ovvero la violazione della par condicio.

- Cassazione, ordinanza 4273/2021

Disamina accurata per la revocatoria fallimentare dell’ipoteca concessa a garanzia di un nuovo finanziamento

La richiesta di revocatoria fallimentare dell’ipoteca concessa dalla società poi fallita a garanzia dell'erogazione di un nuovo finanziamento prima di essere effettuata necessita di una disamina accurata. Intanto è sempre legittima la richiesta di revocatoria fallimentare se il nuovo finanziamento è stato utilizzato soltanto per estinguere un preesistente debito chirografario. Poi l’ipoteca può essere validamente revocata dalla curatela fallimentare se la sua trascrizione è stata preordinata all’estinzione di una precedente obbligazione attraverso l’incremento delle garanzie impegnate ovvero l’incremento della consistenza degli immobili ipotecati rispetto a quelli già gravati prima della nuova erogazione.

- Cassazione, ordinanza 4695/2021

Gli affitti dei fondi locati dall’agricoltore non sempre sono redditi diversi

Il reddito che l’agricoltore a titolo principale ritrae dai propri fondi locati a società diverse dalla società semplice, non può essere automaticamente qualificato dall’Amministrazione come reddito diverso, salvo che non venga provato l’elemento negativo della fattispecie impositiva di cui all’articolo 67, comma 1, lettera e) del Tuir, ovvero il carattere non agricolo dell’uso dei fondi concessi in affitto. Infatti l’Amministrazione deve sempre dimostrare l’esistenza di fatti costitutivi della maggiore pretesa tributaria azionata fornendo la prova dell’esistenza di un maggiore imponibile, e tale regola non subisce deroghe neppure nel caso in cui l’onere della prova abbia ad oggetto fatti negativi.

- Cassazione, ordinanza 4743/2021

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