Da almeno dieci anni il legislatore è perfettamente consapevole della necessità che le risorse del risparmio affluiscano nell’economia reale, con lo scopo preciso di assecondare lo sviluppo delle imprese italiane, in particolare quelle non quotate e di minori dimensioni. È questa la logica che ha alimentato i piani individuali di risparmio (Pir) e gli investimenti delle casse di previdenza e dei fondi pensione (articolo 1, commi da 88 a 96, della legge n. 232/16). Sotto questo profilo sono aumentati...

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