Un’analisi dogmatica ed operativa delle modifiche introdotte dal decreto dirigenziale del Ministero della Giustizia pubblicato nel Bollettino Ufficiale del 1° giugno 2026, recante il secondo aggiornamento del protocollo di conduzione della composizione negoziata della crisi d’impresa. L’indagine si focalizza sulla fisionomia strutturale della nuova Sezione II-bis e sulle sue ricadute in tema di redazione dei piani di risanamento ex articoli 56 e 87 del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza. L’introduzione di rigorosi vincoli in ordine all’esame eziologico delle cause dello squilibrio, alla trasparenza asimmetrica delle componenti patrimoniali e alla perimetrazione del valore economico spettante ai soci azionisti viene interpretata alla luce dei principi di buona fede e di equità distributiva propri della Direttiva Insolvency. Si esamina infine la portata uniformatrice dell’Allegato V, che impone un indice tassativo per la relazione finale dell’esperto, modificando significativamente i profili di responsabilità civile e penale degli organi gestori e dei professionisti coinvolti.

Ministero della Giustizia, Decreto 23 aprile 2026

L’evoluzione storica del framework regolatorio

Il recepimento della direttiva (Ue) 2019/1023 (cosiddetta Direttiva Insolvency) all’interno dell’ordinamento italiano ha inaugurato una stagione di profondo rinnovamento concettuale, culminata nell’adozione del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza. In questo contesto, la composizione negoziata si è posta sin dal principio come una procedura innovativa, tesa a sottrarre la risoluzione della crisi alla tradizionale rigidità delle aule giudiziarie per ricollocarla nell’alveo dell’autonomia...

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