Il nuovo contributo a fondo perduto in caso di peggioramento del risultato economico di esercizio, presente nella bozza del decreto Sostegni bis, sta mettendo in allarme i professionisti, che già parlano di rischio caos.
Per poter chiedere questo aiuto, infatti, la norma (articolo 1, commi 16-29) prevede che l’istanza può essere trasmessa solo se la dichiarazione dei redditi relativa al 2020 è presentata entro il 10 settembre 2021. Un requisito che obbligherà i professionisti a lavorare con tempi molto stretti, il tutto per un aiuto che è anche condizionato al parere favorevole dell'Unione europea, che non è così scontato.
Inoltre neppure si sa con certezza a chi spetterà questo contributo perché la sua applicazione pratica sarà definita con un successivo decreto del Mef.
Maurizio Postal, delegato alla fiscalità per il Consiglio nazionale dei commercialisti, nel riconoscere il «notevole sforzo fatto dal Governo che mette in campo 15,4 miliardi per le Pmi e i professionisti», ammette però che la bozza del decreto è perfettibile. In merito alla dichiarazione da presentare entro il 10 settembre Postal afferma che è un tempo troppo breve, e suggerisce come più ragionevole il 30 settembre.
Postal segnala inoltre una serie di criticità, già presenti nel Dl 41 e clonate nella bozza del decreto Sostegni-bis: la cessione dei beni ammortizzabili altera i risultati, un aspetto che non è stato corretto. C’è poi la questione ancora aperta di tutti coloro che sono in attesa del contributo del Dl 41, rimasti in sospeso per incongruenze rilevate dall’agenzia delle Entrate sui dati Iva, che riguardano tutti quei soggetti che operano in regimi speciali o in esenzione Iva (come per esempio, società sportive, medici e tassisti).
Un altro aspetto applicativo problematico segnalato dal Consiglio nazionale riguarda l’istanza all'Agenzia che va trasmessa entro 30 giorni dall’avvio della procedura telematica, quando lo Statuto del contribuente riconosce minimo 60 giorni.
Che gli studi professionali siano in subbuglio lo denuncia anche il presidente Ancot Celestino Bottoni: «Continuo a ricevere telefonate di professionisti indignati» racconta «Eppure - aggiunge Bottoni - si poteva semplificare l'intera procedura indicando come dato da considerate il quadro VE presente nella dichiarazione Iva o rigo 22 o 24, senza costringerci a calcolare il fatturato con tutte le eccezioni previste, aggiunte nel corso del tempo.
Se la data del 10 settembre sarà confermata per il tributaristi dell’Int il rischio caos è praticamente scontato. A questo superlavoro, denuncia il presidente Int Riccardo Alemanno, si aggiungono sanzioni esorbitanti, anche penali, in caso di errore nelle istanze.

