Una categoria particolare di cripto-attività è costituita dagli “utility token”, che conferiscono diritti legati all’utilizzo di un prodotto o servizio offerto dall’emittente – come l’accesso a una piattaforma digitale o a un software – e che possono essere scambiati su mercati secondari, sia attraverso piattaforme dell’emittente sia tramite “exchange” esterni. La loro diffusione nei piani di incentivazione aziendale pone questioni fiscali che la normativa ha solo parzialmente risolto.
I confini del fringe benefit
L’agenzia delle...

