I comuni che hanno le addizionali comunali all’Irpef graduate a scaglioni di reddito devono adeguare le aliquote ai nuovi scaglioni dell’Irpef, entro il prossimo 31 marzo, data che in realtà è stata prorogata al 31 maggio alla luce delle novità in corso di emanazione con la conversione del decreto Milleproroghe. Lo ricorda il comunicato del dipartimento delle Finanze diffuso giovedì 17 febbraio.
Con la legge di Bilancio 2022 (legge 234/2021) sono state modificate da cinque a quattro le aliquote dell’Irpef. Questo ha un effetto immediato sulle addizionali comunali e regionali all’Irpef che possono essere differenziate unicamente in funzione dei medesimi scaglioni nazionali. Ne consegue che gli enti che ricadono in tale ipotesi dovranno recepire le modifiche dell’Irpef entro il 31 marzo ovvero, se successivo, entro la scadenza del bilancio di previsione.
A tale proposito, si segnala che con la conversione del decreto Milleproroghe tale termine è annunciato in scadenza alla fine maggio. Nessun adempimento è invece previsto per i comuni, e sono la maggioranza, che abbiano adottato un’aliquota unica di addizionale.
I comuni interessati possono utilizzare il simulatore presente sul portale del federalismo fiscale per quantificare gli effetti sul gettito dell’adeguamento delle aliquote ai nuovi scaglioni.

