La determinazione del costo effettivo dei finanziamenti rappresenta un elemento centrale nelle valutazioni sull’opportunità di accesso al credito, tanto per le imprese quanto per i consumatori, poiché gli oneri finanziari incidono sui bilanci aziendali e sulle spese familiari non solo sotto il profilo della convenienza economica, ma anche in termini di sostenibilità nel tempo. Da qui la particolare attenzione del legislatore, che ha predisposto un articolato sistema normativo volto a tutelare gli interessi dei consumatori e, al contempo, dello stesso ceto bancario, in considerazione del ruolo che esso riveste nell’attuale sistema economico. Tuttavia, questo delicato bilanciamento di interessi non sempre si è rivelato adeguato ed è spesso spettato alla giurisprudenza intervenire, attraverso i propri orientamenti, per introdurre i necessari correttivi alle norme oggetto di contestazione.

Considerazioni tecniche preliminari

Ai fini della corretta analisi del costo dei finanziamenti è necessario preliminarmente individuare le singole componenti che lo determinano:

interessi corrispettivi: l’interesse sul capitale dovuto dal debitore per il tempo in cui utilizza il denaro. Può essere a tasso fisso o variabile. È generalmente indicato come TAN (Tasso Annuo Nominale) e rappresenta la porzione più rilevante del costo, ma non l’unica;

commissioni bancarie: somme dovute alla banca per specifici servizi o a copertura...

Riproduzione riservata Ⓒ