Il decreto Cura Italia ha bloccato 3 milioni di cartelle e 2,5 milioni di atti di riscossione e se salta la proroga di due anni per gli accertamenti, tra giugno e dicembre arriveranno 8,5 milioni di cartelle. Questi numeri sono stati presentati mercoledì 22 aprile in audizione alle commissioni riunite Finanze e Attività produttive alla Camera dal direttore dell'agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini.

La sospensione dell’attività
Con il decreto 18/2020, l’agenzia delle Entrate-Riscossione ha sospeso l'avvio alla fase di notifica di circa 3 milioni di cartelle di pagamento, riferite ai ruoli consegnati dagli enti creditori a febbraio e marzo, oltre a circa 2,5 milioni di atti della riscossione il cui invio, a marzo, aprile e maggio, era previsto dal piano annuale di produzione. Nel dettaglio si tratta di: 1,6 milioni di avvisi di intimazione interruttivi della prescrizione; 200 mila avvisi di intimazione propedeutici alle azioni di riscossione coattiva; 75 mila atti di pignoramento presso terzi; 250 mila comunicazioni di preavviso di fermo amministrativo; 350 mila solleciti di pagamento.

Icona documento
Audizione alla Camera del direttore delle Entrate Ruffini

PDF

SCARICA


A questi numeri bisogna aggiungere la sospensione di: 300mila lettere di compliance per i riscontri delle comunicazioni periodiche Iva e 250mila avvisi bonari; 15.000 accertamenti ordinari; 200mila accertamenti parziali automatizzati e 4.700 procedimenti di adesione. «Tale sospensione, pur non essendo espressamente inizialmente prevista da disposizioni normative – spiega il direttore Ruffini - è stata attuata per non porre ulteriori adempimenti a carico dei contribuenti in questa fase così delicata per tutto il Paese».

La proroga biennale degli accertamenti
In merito alla tanto contestata proroga di due anni dei termini di decadenza dell'attività di accertamento Ruffini sostiene che «è una norma a tutela dei contribuenti poiché in assenza di questa l’Agenzia è obbligata per legge a notificare tutti gli in scadenza entro il fine anno
senza poter diluire gli invii». L’eliminazione dei due anni aggiuntivi, spiega, produrrà la notifica entro fine anno di 8,5 milioni di atti dell’agenzia delle Entrate. Per Ruffini, infatti, l'Agenzia “è perfettamente in grado” di inviare tutte le notifiche in scadenza.

Con queste ulteriori “proroghe” l’agenzia delle Entrate-Riscossione ha accumulato «un 'magazzino' dei ruoli consistente: al 31 dicembre 2019 i ruoli consegnati all'Agenzia della Riscossione ammontano, dal primo gennaio 2000, per la parte residua a 954 miliardi di euro».

Riproduzione riservata Ⓒ