L’atto processuale redatto con l’ausilio non ponderato di strumenti di intelligenza artificiale che faccia riferimento a precedenti giurisprudenziali inesistenti, frutto di “allucinazioni” dell’algoritmo, integra gli estremi per la condanna della parte per “responsabilità aggravata”, ai sensi dell’articolo 96 Cpc. Così il Tribunale di Siracusa in una sentenza del 20 febbraio 2026, la quale si colloca nel “coro” di varie altre pronunce che hanno recentemente affrontato il tema, anche rassegnando conclusioni di segno diverso.
Nell’ambito dell’innovazione tecnologica si è assistito negli ultimi anni all’ingresso, in ogni settore, degli strumenti di intelligenza artificiale (conosciuta anche con l’acronimo IA).
Tali modelli di tecnologia avanzata, in grado oggi di semplificare il lavoro “umano” e talvolta anche di sostituirlo, sono approdati, com’era prevedibile, anche nel settore della libera professione, non da ultima, quella forense.
Nella pratica legale (come, del resto, in altre) la possibilità di accedere ai sistemi...


