L’approvazione del nuovo Testo unico dell’Iva (Dlgs 10/2026), la cui efficacia decorrerà dal 1° gennaio 2027, comporta un’importante attività di adeguamento dei software gestionali utilizzati nell’area amministrativa e contabile.
L’intervento interessa tutte le procedure che utilizzano riferimenti normativi Iva: causali contabili, codici Iva, automatismi di contabilizzazione, moduli di importazione delle fatture elettroniche e reportistica.
Va ricordato che i nuovi Testi unici fiscali sono ben nove e i relativi decreti legislativi di approvazione nascono in attuazione all’articolo 21 della legge 111/2023 (delega per la riforma fiscale).
Il decreto Milleproroghe (Dl 200/2025, convertito in legge 26/2026) ha stabilito per tutti il rinvio generale dell’efficacia al 1° gennaio 2027.
Cosa cambia
Che cosa cambierà per contribuenti e professionisti? I principali vantaggi sono i seguenti:
- codificazione più chiara e fine della frammentazione normativa. Sarà quindi più facile consultare le regole fiscali senza rischiare di perdersi in mille leggi speciali;
- maggiore certezza del diritto, grazie alla pulizia delle norme obsolete. Si ridurranno, quindi, i dubbi interpretativi e il rischio di contenziosi con l’agenzia delle Entrate.
Il Testo unico Iva
Per quanto riguarda specificamente il nuovo Testo unico di Iva, il legislatore non ha voluto modificare in alcun modo la logica o i meccanismi del tributo, che rimane strettamente ancorato ai princìpi di rivalsa e detrazione fissati dalla Ue, ma ha invece eliminato la frammentazione normativa nazionale, stratificata in oltre 50 anni di modifiche spesso caotiche.
I professionisti dovranno abituarsi alla nuova numerazione degli articoli a cui erano storicamente legati, quali ad esempio:
- operazioni esenti: le esenzioni dell’articolo 10 del Dpr 633/1972, sono confluite nell’articolo 37 del nuovo TU Iva.
- detrazione dell’imposta: l’impianto dell’articolo 19 del Dpr 633/1972, è confluito all’interno dell’articolo 56 del nuovo TU Iva;
- disciplina della multiattività, contenuta nell’articolo 36 del Dpr 633/1972, è confluita all’interno dell’articolo 63 del nuovo TU Iva. Almeno questo articolo, grazie alla semplice inversione delle cifre, sarà facile da ricordare.
L’impatto sui gestionali
Le novità relative al cambiamento dei riferimenti normativi avranno effetti importanti anche per gli operatori che utilizzano i gestionali, che in molti casi - in base anche all’approccio utilizzato dalla software house per effettuare l’adeguamento - dal 1° gennaio 2027 dovranno adoperare, per registrare le medesime operazioni, codici nuovi e completamente diversi da quelli che avevano usato fino al giorno prima.
Ma non è tutto qui. Ad esempio, poiché i gestionali sono in grado di stampare/ristampare i registri Iva anche per le annualità pregresse, così come le liquidazioni e una moltitudine di altri elaborati, tutte le stampe dovranno essere adeguate al fine di riportare i corretti riferimenti Iva in relazione all’annualità oggetto di stampa.
Per quanto riguarda le citate causali, codici Iva, eccetera, riportanti i riferimenti normativi, va anche segnalato che se per alcuni gestionali queste sono fisse e non modificabili, in altri casi si tratta di codici personalizzabili dagli operatori.
Nel primo caso, quindi, i codici standard potranno essere adeguati direttamente dalle software house, mentre nel caso di codici personalizzati potrebbe non essere possibile effettuare tale adeguamento in modo automatico. Per cui l’onere dell’allineamento andrà a cadere sugli operatori stessi.
Le fatture elettroniche
Un’altra necessità di adeguamento riguarderà i moduli di importazione delle fatture elettroniche, ossia quelle procedure che consentono di acquisire e contabilizzare le fatture attive e passive in formato Xml. In molti casi tali procedure interpretano il contenuto di alcuni campi, quali ad esempio gli elementi «AltriDatiGestionali» e «RiferimentoNormativo».
Ebbene, se oggi in fase di importazione in molti casi vengono effettuate ricerche all’interno del testo di tali campi per rilevare specifici riferimenti normativi (una delle più frequenti riguarda, ad esempio, l’articolo 74), dal 1° gennaio 2027 il software dovrà ricercare sia il vecchio riferimento normativo che il nuovo.
Margini di tolleranza
Le software house associate ad AssoSoftware stanno già completando l’adeguamento delle procedure perché le stesse possano essere pronte già dal 1° gennaio 2027, stante che, comunque, il legislatore ha previsto un importante “salvagente” giuridico che esclude il blocco delle attività o sanzioni immediate. Per cui anche l’adeguamento dei software potrebbe avvenire con una certa flessibilità.
L’articolo 170, comma 3, del Tu Iva, stabilisce, infatti, che qualsiasi richiamo, contratto, fattura o documento che faccia ancora riferimento alle vecchie norme abrogate, si intenderà automaticamente riferito al corrispondente nuovo articolo del Tu Iva.
Di conseguenza, se nei primi mesi del 2027 il gestionale dovesse emettere una fattura riportando ancora la vecchia dicitura, la fattura rimarrà valida sia dal punto di vista fiscale che civilistico e non ci sarà scarto alcuno del file Xml da parte del Sistema di interscambio (Sdi) né l’applicazione di sanzioni per violazione degli obblighi di documentazione.


