Alcune recenti pronunce di Cassazione sembrano mostrare segnali di un affinamento, rispetto alle precedenti interpretazioni più automatiche e pervasive dell’illecito di occultamento o distruzione dei documenti contabili. La sentenza 11296/2026, ad esempio, ha censurato la motivazione di condanna che non aveva verificato se, trattandosi di un contratto di compravendita stipulato per atto pubblico notarile e dunque presumibilmente registrato, il Fisco fosse già in possesso degli elementi conoscitivi...

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