Per stimolare la ripartenza e la ripresa dell’economia servono misure più efficaci ed incisive. Ne sono convinti i giovani professionisti, scesi in campo per chiedere la sospensione della tassazione fino al gennaio 2021. La richiesta arriva attraverso un comunicato congiunto dell’Ungdcec (giovani commercialisti), dell’Aiga (giovani avvocati) e dellj’Asign (giovani notai).
Tra le proposte avanzate, accanto a quella di sospendere per quest’anno il versamento delle imposte da restituire in cinque anni, si aggiungono la riduzione del 10% per quest'anno di Irpef e Ires e una sostanziale semplificazione del sistema fiscale e non solo. «Mai come in questo momento si sente la necessità di una semplificazione vera, concreta ed effettiva degli adempimenti richiesti in tutti gli ambiti, da una burocrazia che è un freno alla ripresa economica» affermano Matteo De Lise, presidente Ungdcec, Antonio De Angelis presidente Aiga, e Alberto Chiosi, presidente Asign.
«Per essere efficaci, le misure da adottare dovrebbero garantire un aiuto concreto, stabile e duraturo per i contribuenti che possa durare ancora per diversi mesi», evidenziano i presidenti dei giovani professionisti, che sottolineano come gli interventi normativi finora adottati e, in particolare, l'articolo 18 del Dl Liquidità, prevedono solo una temporanea sospensione dei versamenti e la possibilità di rateizzazione dei tributi fino a dicembre, al vaglio del Governo, sarebbe soltanto un inutile orpello alla normativa già in vigore, non incidendo concretamente sulla situazione patrimoniale dei contribuenti; i giovani professionisti parlano di una visione miope e inadeguata rispetto alle reali prospettive di ripresa economica del Paese. «Aggiungiamo – concludono - che la liquidità a favore delle imprese, presentata come “potenza di fuoco”, e l'oramai famoso bonus di 600 euro non sono ancora, a distanza di settimane, disponibili per molti richiedenti».

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