La società che procede al pagamento diretto delle retribuzioni ai dipendenti somministrati da altra impresa poi fallita può portare in compensazione il credito che ne deriva con il debito ancora non saldato con la massa, senza che sia necessario che egli proponga domanda di insinuazione al passivo. E ciò anche se il pagamento dei lavoratori è avvenuto dopo la dichiarazione di fallimento.
Lo ha stabilito la Cassazione con la sentenza 19492 del 12 giugno scorso, dando torto alla curatela del fallimento...

