Al livello puramente quantitativo non sono numerosissimi i soggetti che dovranno nei prossimi anni applicare la maggiorazione di due punti percentuali dell’aliquota Irap. Tuttavia, è interessante constatare come tale incremento li abbia forse preoccupati meno a livello di esborso economico, quanto invece come li abbia impegnati a livello di calcolo degli acconti e abbia reso molto più complessa la gestione delle Dta (Deferred Tax Assets, ossia le imposte anticipate).

Riepiloghiamo rapidamente le norme che hanno operato incrementi, seppur temporanei, dell’aliquota Irap:

  • l’articolo 1, comma 74, della legge n. 199/2025 ha incrementato di due punti percentuali le aliquote Irap per le imprese di assicurazione e per le banche, le società finanziarie e gli altri enti indicati all’articolo 6, commi 1 e 7, del d.lgs. 446/1997 (Banca d’Italia e Ufficio italiano dei cambi). L’aumento è previsto per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31/12/2025 e per i due successivi. Nella determinazione dell’acconto dovuto per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31/12/2025 si assume, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata applicando le disposizioni di cui al comma 74;
  • l’articolo 3, del D.L. 21/2026, ha incrementato di due punti percentuali le aliquote Irap per le imprese del comparto energetico, esercenti, in via prevalente, le attività economiche individuate da specifici codici Ateco. Si tratta delle attività estrattive (codici 06 e 09.1), delle attività manifatturiere (codice 19.2), della fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (codici 35.1, 35.2 e 35.4), del trasporto e magazzinaggio (codice 49.50.1). L’aumento si applica per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31/12/2025 e per quello successivo. Nella determinazione dell’acconto dovuto per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31/12/2025 si assume, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata applicando le disposizioni previgenti.

Ebbene, in entrambi i casi specifiche disposizioni hanno esplicitamente stabilito, seppur con regole diverse, che nella determinazione degli acconti si deve tener conto dell’incremento dei due punti percentuali stabiliti dalle norme stesse.

Con effetti operativi, peraltro, oramai noti che prevedono dal punto di vista teorico la necessità di effettuare un ricalcolo “virtuale” della dichiarazione dei redditi ai soli fini della determinazione degli acconti. Si tratta di tecniche note, già implementate dai gestionali sviluppati dalle software house associate ad AssoSoftware, seppure in alcuni casi con logiche diverse rispetto al ricalcolo completo della dichiarazione.

Completamente nuovi, invece, i risvolti lato gestione delle Dta.

Va innanzitutto ricordato che per banche e per le compagnie di assicurazione, le Dta rappresentano asset strategici di vitale importanza. La loro rilevanza supera la semplice tecnica contabile e impatta direttamente sulla stabilità patrimoniale, sulla vigilanza regolamentare e sulla gestione dei crediti deteriorati.

In particolare, per quanto riguarda le banche il legislatore permette alle stesse di convertire le Dta (anche se non iscritte a bilancio) in crediti d’imposta reali proporzionalmente alla quantità di crediti deteriorati (Npl) ceduti a terzi (articolo 44-bis del D.L. 34/2019 e successive modificazioni).

Questo meccanismo ha una doppia utilità: incentiva le banche a liberarsi dei crediti rischiosi e trasforma un’attività contabile “immateriale” in liquidità immediata, utilizzabile tramite modello F24.

Lato software, l’incremento dell’aliquota Irap di due punti percentuali ha comportato due tipologie di intervento a seconda che gli stakeholders:

  • abbiano deciso di ricalcolare ad aliquota Irap maggiorata le sole Dta il cui riassorbimento previsto rientra nella finestra temporale di vigenza della maggiorazione, mantenendo il calcolo ad aliquota non maggiorata tutte le restanti;
  • abbiano invece deciso di ricalcolare ad aliquota maggiorata tutte le Dta, indipendentemente dalla previsione di riassorbimento. Al termine della finestra temporale di maggiorazione, le stesse verranno nuovamente ricalcolate ad aliquota ordinaria.

Le software house che hanno a catalogo funzionalità di gestione delle Dta e Dtl utilizzate da intermediari finanziari, sono quindi dovute intervenire in questi mesi sui propri applicativi per consentire una gestione ottimale della maggiorazione Irap anche a livello di imposte anticipate e differite.

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