Si avvicina il termine per presentare l’istanza di rimborso del credito Iva maturato nel primo trimestre 2022. La scadenza, originariamente prevista per l’ultimo giorno del mese successivo alla chiusura del trimestre, è prorogata al 2 maggio 2022 poiché il 30 aprile è un sabato.

Possono richiedere il rimborso tutte le imprese residenti nello stato che hanno maturato un credito Iva nel primo trimestre e che si trovino in uno dei casi previsti dall’articolo 38-bis del Dpr 633/1972. Si tratta principalmente delle seguenti casistiche:

• quando le operazioni attive svolte sono soggette a Iva con una aliquota inferiore rispetto agli acquisti effettuati con riferimento al medesimo periodo (aliquota media);

• quando nel trimestre di riferimento sono state effettuate operazioni non imponibili in base aegli articoli 8, 8-bis e 9 del Dpr 633/1972, per un ammontare superiore al 25% del totale complessivo di tutte le operazioni effettuate nel periodo (operazioni non imponibili);

• quando nel trimestre sono stati acquistati beni ammortizzabili per un ammontare superiore ai 2/3 del totale degli acquisti e delle importazioni imponibili effettuate nel periodo.

Per le imprese agricole, la fattispecie più comune è quella della aliquota media. È frequente, infatti, che le cessioni effettuate da parte dei produttori agricoli avvengano con le aliquote agevolate del 4% o in alcuni casi del 10%, mentre gli acquisti avvengono con l’aliquota del 10% o del 22%. Per effetto della differenza tra le due aliquote si genera un credito Iva che può essere chiesto a rimborso.

Molte imprese agricole, incentivate a effettuare investimenti in seguito alla conferma del credito di imposta riconosciuto sull’acquisto di beni strumentali nuovi, inoltre, matureranno un credito Iva per effetto dell’acquisto di beni ammortizzabili. Se nel periodo compreso tra gennaio e marzo gli acquisti di questi beni hanno rappresentato almeno due terzi del totale degli acquisti rilevanti ai fini Iva, allora le imprese agricole potranno presentare istanza di rimborso.

Per poter chiedere il rimborso, l’ammontare del credito Iva maturato nel periodo 1° gennaio - 31 marzo 2022 deve essere superiore a 2.582,28 euro. Fino all’ammontare di 30mila euro è sufficiente presentare il modello Iva TR, direttamente oppure avvalendosi di un intermediario abilitato; per somme superiori è necessaria l’apposizione del visto di conformità e l’attestazione delle condizioni patrimoniali e di regolarità contributiva da parte dell’impresa.

Il credito Iva matura per effetto della differenza tra l’Iva detratta sugli acquisti e l’Iva dovuta sulle vendite. Pertanto, i soggetti che operano in regimi di determinazione forfettaria dell’imposta, come i produttori agricoli in regime speciale, che forfettizzano l’Iva detratta sulla base delle vendite effettuate, non accedono al rimborso Iva se non nell’ipotesi in cui abbiano effettuato cessioni all’esportazione o cessioni intracomunitarie. In questi casi, infatti, spetta le imprese hanno diritto a un rimborso pari all’Iva teorica determinata applicando le percentuali di compensazione che sarebbero state applicate se i prodotti fossero stati venduti all’interno del territorio nazionale.

Le alternative

In alternativa alla richiesta di rimborso, è possibile optare per l’utilizzo del credito in compensazione verticale, quindi a riduzione dell’Iva dovuta dei periodi successivi oppure per l’utilizzo del credito in compensazione orizzontale, quindi in diminuzione di debiti tributari di natura diversa (ad esempio, Irpef o Irap). Mentre nell’ipotesi di compensazione verticale non è richiesto alcun adempimento, nel caso di utilizzo in compensazione orizzontale è necessario presentare il modello Iva TR (lo stesso che si presenta in ipotesi di rimborso) barrando la casella relativa all’utilizzo in compensazione. L’utilizzo è in questo caso consentito a decorrere dal decimo giorno successivo a quello di presentazione dell’istanza da cui emerge il credito. In questo caso si rende necessaria l’apposizione del visto di conformità se l’ammontare richiesto in compensazione orizzontale è superiore a 5mila euro.

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