L’adesione al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche e dei loro duplicati informatici sarà possibile fino al 31 dicembre 2021. Lo ha disposto il direttore dell’agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, dopo che i professionisti hanno lamentato criticità nell’accesso alle fatture “pregresse” in seguito alla scadenza del termine precedente (30 settembre).

Fino al 30 settembre, infatti, gli operatori economici e i loro intermediari delegati hanno potuto consultare - anche in assenza di adesione - tutte le fatture elettroniche trasmesse al Sistema di interscambio dal 1° gennaio 2019. Ora il provvedimento dell’Agenzia:

1) riapre il termine aderire al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture fino al 31 dicembre 2021 (anche tramite un intermediario specificamente delegato);

2) e prevede la possibilità, per chi ha effettuato o effettuerà l’adesione entro il 31 dicembre 2021, di accedere a tutte le fatture emesse e ricevute trasmesse al Sistema di interscambio a partire dal 1° gennaio 2019, e non solo a quelle trasmesse dal giorno successivo all’adesione.

Le motivazioni
Nel documento è spiegato che «il 30 settembre 2021 è scaduto il termine per l’adesione al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici messo a disposizione dall’agenzia delle Entrate ed è quindi terminato il periodo transitorio durante il quale gli operatori e i loro intermediari delegati, anche in assenza di adesione al relativo servizio, hanno potuto consultare la totalità delle fatture emesse e ricevute fin dall'avvio dell’obbligo generalizzato della fatturazione elettronica. Pertanto, come previsto dal provvedimento del direttore della agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018 e successive modifiche, in assenza di adesione espressa entro il 30 settembre 2021 è possibile consultare esclusivamente le fatture emesse e ricevute dal giorno successivo all’adesione».

Le segnalazioni dei professionisti
Il documento, inoltre, specifica che sono pervenute numerose segnalazioni da parte degli operatori economici, delle associazioni di categoria e degli ordini professionali, che hanno evidenziato come, in molti casi, i contribuenti e i professionisti che avevano già aderito al servizio di conservazione delle fatture elettroniche non avessero colto la differenza tra tale adesione e quella prevista invece per il servizio di consultazione, nell’errato convincimento che l’adesione già prestata per il primo servizio comportasse automaticamente anche la possibilità di consultazione delle fatture elettroniche.

A ciò si è aggiunto la concomitanza della scadenza al 30 settembre 2021 con numerosi altri adempimenti fiscali, anche legati alla possibilità di fruire delle agevolazioni previste dalle norme a favore degli operatori colpiti dagli effetti negativi della pandemia.

In particolare, il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili ed il Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro hanno evidenziato che l’indisponibilità delle fatture pregresse rende più gravosi gli adempimenti da parte dei contribuenti e dei professionisti che li assistono, che devono eventualmente reperire i duplicati delle fatture presso i soggetti emittenti.

I commercialisti
«Come sottolineato nel provvedimento – commentano con nota stampa dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili - il nostro Consiglio nazionale aveva più volte sostenuto la necessità di concedere più tempo a contribuenti e professionisti in difficoltà per l’indisponibilità delle fatture pregresse, cosa che rendeva più gravosi gli adempimenti, costretti com'erano a reperire i duplicati delle fatture presso i soggetti emittenti».

Il Consiglio nazionale ricorda inoltre di aver segnalato nelle scorse settimane all’agenzia delle Entrate «i problemi riscontrati da molti contribuenti e professionisti che avevano già aderito al servizio di conservazione delle fatture elettroniche e che non avevano colto la differenza tra tale adesione e quella prevista invece per il servizio di consultazione, nella erronea convinzione che l’adesione già prestata per il primo servizio comportasse automaticamente anche la possibilità di consultazione delle fatture elettroniche emesse e ricevute».

«Di fronte alle evidenti difficoltà createsi e da noi rappresentate, il provvedimento firmato oggi dal direttore Ruffini grazie anche alla proficua interlocuzione con il Consiglio nazionale – concludono i commercialisti - è una utile boccata d’ossigeno per contribuenti e professionisti».

Riproduzione riservata Ⓒ