La recente ordinanza del 30 giugno scorso n. 22375 della V sezione della Cassazione offre lo spunto su una questione ricorrente nella prassi professionale: la sorte fiscale dei compensi che le parti, in luogo del pagamento in denaro, decidono di «compensare» mediante il trasferimento di un bene in natura (nel caso di specie un immobile). La Cassazione, pur rigettando il ricorso erariale per ragioni essenzialmente processuali e probatorie, afferma che l’operazione ha rilevanza reddituale, anche se...
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