La recente evoluzione giurisprudenziale ha posto l’attenzione sulla possibile – e sempre più invasiva – responsabilità del commercialista per le violazioni tributarie del cliente, lasciando ai professionisti margini di tutela sempre più ridotti. Tra limiti delle clausole contrattuali, inefficacia delle manleve sulle sanzioni e rischio di nullità delle clausole risarcitorie, emerge con pienezza la criticità relativa alla mancanza (o quantomeno non decisività) dei presìdi che i consulenti possono attivare nell’ambito dell’assistenza fiscale per evitare le conseguenze di ogni eventuale partecipazione agli illeciti fiscali.

Cassazione, ordinanza del 12 marzo 2026, n. 5635 Cassazione, ordinanza del 27 aprile 2026, n. 11372 Cassazione, ordinanza del 21 giugno 2026, n. 21061

Negli ultimi mesi sono emerse diverse pronunce di legittimità che hanno “sparigliato le carte” in tema di responsabilità in concorso da parte del professionista in caso di illecito del proprio cliente. Pronunce che, anche rivedendo quando statuito in precedenza dalla Suprema Corte, hanno destato perplessità rilevanti in capo ai consulenti – specialmente riguardo a ipotesi “estreme” come quella di mero invio di un dichiarativo infedele – che si chiedono pertanto come intervenire per limitare la propria...

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