Nel determinare la quota della pensione di reversibilità che spetta all’ex coniuge divorziato del defunto e a quello superstite, il giudice deve considerare innanzitutto la durata dei rispettivi rapporti matrimoniali. Sul dato temporale possono poi essere innestati dei correttivi, ma deve restare il criterio primario. Lo ribadisce la Cassazione nella sentenza 3955 del 22 febbraio scorso.

La lite ha visto contrapposte l’ex moglie e la coniuge superstite di un uomo deceduto nel 2016. Il primo matrimonio...

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